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E’ uno dei romanzi più belli che mai abbia letto “Le nostre anime di notte” dell’americano Kent Haruf (NN Editore).

E’ il miracolo dell’amore a rendere queste pagine struggenti e profonde. Ed è la crudeltà della società e dei figli adulti a lasciare sgomenti.

E’ nella cittadina (immaginaria) di Holt, Colorado, che un giorno Addie Moore rende una visita inaspettata al vicino di casa, Louis Waters. I due sono entrambi in là con gli anni, vedovi, e le loro giornate si sono svuotate di incombenze e occasioni.

La proposta di Addie è scandalosa e diretta: vuoi passare le notti da me?

Inizia così una storia di intimità, amicizia e amore, fatta di racconti sussurrati alla luce delle stelle e piccoli gesti di premura.

Ma la comunità di Holt, e purtroppo anche il figlio insicuro di Addie, non accettano la relazione di questa donna e questo uomo, che considera inspiegabile, ribelle e spregiudicata. Troppo in là con gli anni sarebbero Addie e Louise per scoprire e riscoprire l’amore.

Alla fine, i due protagonisti si trovano a dover scegliere tra la propria libertà e il rimpianto.

Di questo magnifico libro è uscito anche un film con Robert Redford nella parte di Louis e Jane Fonda in quello di Addie.

Dopo la Trilogia della Pianura (tre libri uno più bello dell’altro: Canto alla pianura, Benedizione, Crepuscolo), Le nostre anime di notte è il sigillo perfetto all’opera di Kent Haruf, uno dei più grandi interpreti della letteratura americana contemporanea.

Purtroppo è stata anche la sua ultima opera. Haruf è morto poco prima della pubblicazione del libro che è stata curata dall’amata moglie alla quale “Le nostre anime di notte” è stato dedicato dalla prima all’ultima parola.

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