Pescarolo ed Uniti (Cremona) – Purtroppo il covid anche per la festa della Vittoria, lascia il segno portando, inevitabilmente, alla modifica di tradizioni ormai consolidate secondo una certa prassi, che vuole rispetto e onore, nella ricorrenza dei defunti, anche verso “i caduti” cioè quelle persone che hanno sacrificato la loro vita per darci libertà e pace.

Già in occasione delle celebrazioni del 2 Giugno, nel comunicato dell’Associazione A.N.C.R si era scritto specificando un “…breve…” momento di ritrovo. Ora nel comunicato diffuso in questi giorni, oltre ad un “bravo“ all’autore, c’è ancora quella parola, “breve” che però in concreto, considerato sempre l’obiettivo di evitare assembramenti, è completata dalla richiesta di una presenza ridotta, con il divieto di partecipazione alla cittadinanza. Evidente la volontà di non fermarci anche di fronte a questa grave forma di pandemia, ma giustamente procedere nel rispetto di quanto proposto dalle autorità.

Un comunicato che si presenta riportando sullo sfondo la figura di un soldato che porta avanti il tricolore, corredato dalle scritte in basso “In alto il tricolore. In alto la Patria”, sul resto del contenuto la sezione A.N.C.R. ”M.O.V.M. S.Ten. R. Ruggeri di Pescarolo ed Uniti” comunica che “nell’osservanza delle disposizioni Ministeriali e delle indicazioni pervenute dalla Prefettura di Cremona, la celebrazione della ricorrenza, con la posa della corona e gli onori ai caduti è prevista presso il monumento di via Roma per le ore 10 di mercoledì 4 Novembre. Saranno due le cerimonie per la deposizione della corona e gli onori ai Caduti: una presso la nicchia dei Caduti a Pescarolo e l’altra nella frazione di Pieve Terzagni.

Grande rammarico he espresso il Presidente di A.N.C.R. Malaggi Massimo: purtroppo non si può fare altro o meglio, ritengo doveroso chiedere la partecipazione dei cittadini a questo importante momento della nostra storia, con l’esposizione del tricolore e l’invito affinchè nelle proprie famiglie si proponga un momento di riflessione, con il coinvolgimento dei giovani e, mi ripeto, sul fatto “grave” di persone che hanno sacrificato la loro vita per darci pace e libertà, valori che, anche se gli anni passano, non devono mai essere dimenticati“.