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Peloponneso– Nel piccolo porto ai piedi della rocca c’è posto per poche barche. Sei, sette al massimo. Tutte ormeggiate lungo la banchina. Non è una cosa che amiamo fare. Preferiamo stare all’ancora. Ma qui non abbiamo scelta e sistemiamo la Zara fra le barche di due coppie inglesi e di una coppia di francesi, in banchina c’è acqua. Posso fare il bucato confidando in un’asciugatura veloce dello scirocco.

Invece vorrei indugiare e non togliere lo sguardo dall’acqua. In questo spazio tutto sommato ristretto, fra barche di passo, barche di pescatori e perfino quella della guardia costiera greca, vivono stabili due tartarughe marine. Ogni tanto tre. Abitano qui, mi spiega ridendo un pescatore, perché mangiano a sbaffo! Noi le rispettiamo e siamo felici che ci siano, aggiunge. Ogni tanto la tartaruga più grossa mette il muso fuori dall’acqua. Resta così a guardarsi attorno per qualche secondo. Poi si immerge di nuovo. Quella più piccola nuota placida a filo d’acqua.

Sono tartarughe della specie Caretta Caretta, la più diffusa in Mediterraneo e forse anche quella più a rischio. Muoiono perché ingoiano sacchetti di plastica scambiandoli per meduse. Vengono colpite dalle eliche delle imbarcazioni. Finiscono imprigionate nelle reti dei pescatori. A Pola, in Croazia, qualche mese fa, ero andata a visitare il centro veterinario che le recupera e le cura per poi rimetterle in mare. Ce n’erano 4, la più piccola era stata trovata che aveva neppure un anno con il carapace tagliato. Sarebbe morta se non l’avessero recuperata e curata. Passando per Zante, all’inizio di questo viaggio, avevo visto la lunga spiaggia bianca in cui vanno a nidificare e da cui, nelle notti di settembre, muovono i primi passi verso il mare i tartarughini appena nati. La maggior parte di quest’area è vietata sia ai bagnanti che alle barche. Anche in Peloponneso ci sono aree di nidificazione, ma non so dove.

Queste due qui sono formidabili. Vengono vicine alla barca e ti guardano per nulla stupite men che meno impaurite. Hanno lo stesso sguardo simpatico delle mie piccole Testudo Hermani. Meraviglia.

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Macri Puricelli
Nata e cresciuta a Venezia, oggi vivo in mezzo ai campi trevigiani. Fra cani, gatti, tartarughe, tre cavalle e un'asina. Sono laureata in filosofia e faccio la giornalista da più di trent'anni fra quotidiani e web. Dal 2000 mi occupo della comunicazione on e offline di Cassa Padana Bcc e dallo stesso anno dirigo Popolis. Quanto al resto...ho marito, due figli e tanti tanti animali.

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