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Pescarolo ed Uniti (Cremona) – Ho avuto l’occasione imprevista di conoscere una bella realtà che non per niente figura tra i borghi più belli d’Italia. Il motivo era legato alla ricerca di altre eventuali fotografie sul carro che da Pescarolo finì, sembra nel 1957, nella sfilata di quello che un tempo era il grande Carnevale di Castelponzone.

Così la ricerca mi ha portato a conoscere il signor Grazioli Ireneo, nato a Casteponzone nel 1934, quando era ancora comune, e dove ha frequentato le elementari fino alla classe quarta, la quinta la fece a Scandolara. Ha lavorato in agricoltura e poi presso la ditta Bini di Scandolara Ravara, dove lavorava anche la moglie. Già da bambino lavorava per il carnevale, al quale per tanti anni dedicò il tempo libero e soprattutto le serate, assieme ai vari gruppi che lavoravano sparsi in vari luoghi del paese e che poi prendevano un nome legato al soggetto che riuscivano a portare in sfilata.

Responsabile del nostro carnevale – ha precisato il Grazioli – era il geometra Carnevali Massimo, dopo il papà, il medico condotto Dott. Vittorio, un bravo medico e del quale ricordo un simpatico aneddoto: da bambino mi chiamavano “ciribin” e, in caso di malattia per raffreddamento, proponeva alla mamma come medicina, letto e un bel brodo ricavato da un ottimo cappone“.

Da pensionato poi – prosegue Grazioli – ho avuto modo di dedicarmi ulteriormente alla mia passione che aveva come obiettivo quello di far conoscere la nostra realtà, ma soprattutto di non perdere le tracce del mondo di ieri. Tra le mie passioni c’era anche quella di fare i presepi“.  In merito ci ha ospitati in quel laboratorio che, anche sua moglie, ha definito: “la sua casa”.

Relativamente allo che mi ero prefisso, il discorso si è chiuso presto, in quanto lui è si in possesso di foto del carnevale di una volta, però sono solo una minima parte, avute a sua volta da chi ne è in possesso e precisamente il signor Massimo Carnevali che però l’amore ha portato altrove.

A questo punto il mio viaggio a Castelponzone era finito ma il signor Grazioli, conosciuto come Ireneo, che vuole molto bene al suo paese, ha avuto la capacità di coinvolgerci per farci conoscere, e per questo gli devo un doveroso grazie, quel borgo tanto nominato, partendo da quella che, dopo il laboratorio, è la sua seconda casa: il “museo dei cordai”.

Grazioli Ireneo

Una cosa semplice, in cui si evidenzia la cura e l’ordine con il quale è tenuto quell’ambiente, molto interessante e, rispettando la tabella posta sulla scrivania, non abbiamo avuto esitazioni a pagare quanto stabilito perché ci accompagnasse a fare un giro per il borgo, al quale accediamo da quella che era la porta est, mentre poi all’interno dei portici sullo sfondo si vede la porta sud.

Un centro con strade in acciottolato, che fu poi ricoperto d’asfalto, e, successivamente, riportato all’origine, facendone veramente un borgo molto caratteristico. I portici che un tempo ospitavano tutti negozi e che oggi ospitano bancarelle in occasione delle varie iniziative, tra le quali ricorda: la fiera di Castello, la giornata del libro, le iniziative per il Natale corredate con caldarroste e vin brulè.

Non ha resistito purtroppo ai tempi, precisa, il mercato del giovedì, che richiamava gente da tutto il territorio. Sotto ai portici il plastico di quella che fu la residenza dei Ponzoni. Accanto un fabbricato comperato da un privato, rimasto incompleto nella ristrutturazione e donato poi al comune, la piazzetta del mercato dei cordai, dove la domenica mattina mettevano in vendita quanto realizzato con il loro lavoro.  Ci sono poi gli edifici della casa Parrocchiale e quello con i portici che un tempo ospitava le scuole e una pianta di cachi molto strana e fuori dalla nostra conoscenza.

Rientrando verso casa, attraversando varie proprietà senza alcun problema, non possiamo non notare un qualcosa di simile a quello che abbiamo visto al museo e che per noi potrebbero essere semplicemente classificati come pali per fili stendibiancheria e invece sono ciò che resta del lavoro di uno dei vecchi cordai rimasti: Colombi Rosimbo.

Non possiamo che ringraziare il signor Ireneo per la sua disponibilità a farci conoscere il suo paese. A questo punto i complimenti e un doveroso grazie vanno anche al padrone di casa e precisamente al Presidente del Museo dei cordai, signor Luigi Zedde. originario di Castello e oggi residente a Scandolara Ravara. Un gioiellino di paese, che però si va sempre più svuotando e la conservazione del quale ha un costo sempre più pesante per la comunità.

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