Brescia – Arbitrare è un modo diverso di vedere il gioco del calcio. Significa vivere in prima persona la partita per la quale si è designati, prendendo decisioni conformi alle regole, assumendosene le responsabilità e facendole accettare mostrando l’autorevolezza della propria figura. Un arbitro, infatti, si relaziona ogni domenica con persone diverse, nella maggior parte dei casi sconosciute, ognuno con un proprio carattere, che richiede un diverso approccio e una personale modalità di rapportarsi.

Ha quindi molteplici valenze il nuovo corso arbitri indetto dalla Sezione Arbitri di Brescia e che inizia il 24 febbraio.   

Per partecipare sono necessari pochi requisiti: avere un’età compresa tra i 15 e i 35 anni ed aver conseguito un diploma di scuola media inferiore.

Il corso è completamente gratuito e si svolgerà presso i locali sezionali, nella nuova sede recentemente inaugurata, di Via Casazza 7 a Brescia, raggiungibile sia in auto che con i mezzi pubblici, in particolare con la vicina fermata “Casazza” della metro.

Il corso avrà una durata di circa due mesi e si articolerà in due lezioni settimanali, in orario serale, tenute da giovani arbitri bresciani in forza nelle categorie regionali e nazionali, i quali illustreranno agli aspiranti arbitri le diciassette regole del gioco del calcio.

Concluse le lezioni teoriche, i candidati sosteranno un esame di accertamento dell’acquisizione delle conoscenze, al termine del quale riceveranno la nomina di arbitro e verranno accompagnati dai propri organi tecnici e tutor in una breve fase di formazione di natura più pratica, che terminerà con l’esordio sul campo, in una partita del campionato della categoria Giovanissimi Provinciali.

Numerosi sono i vantaggi per gli associati(coloro che hanno superato l’esame): in primo luogo la frequenza al corso arbitri dà diritto all’acquisizione dei crediti scolastici; è previsto un rimborso per ogni partita arbitrata, calmierato e ponderato in base alla distanza percorsa; annualmente viene rilasciata una tessera federale, grazie alla quale è possibile entrare in tutti gli stadi italiani ed assistere gratuitamente alle partite organizzate dalla Federazione Italiana Gioco Calcio.

Gli associati ricevono inoltre del materiale tecnico, come le divise ufficiali e i regolamenti in corso di edizione, e hanno la possibilità di partecipare agli eventi organizzati dall’associazione, tanto ricreativi, quali amichevoli e tornei sia sezionali che con le altre sezioni consorelle, quanto formativi, quali le riunioni tecniche, che vedono anche la presenza di associati in forza alle categorie nazionali, pronti a condividere la loro esperienza con gli associati più giovani: da ultimo, lo scorso novembre, la Sezione di Brescia ha avuto l’onore e il prestigio di ospitare Massimiliano Irrati, arbitro di Pistoia in forza nell’organico della Serie A, nonché VAR – video assistant referee – in occasione della finale dei Mondiali del 2018 tra Francia e Croazia.

Tuttavia, i punti di forza di quest’attività vanno ben oltre: l’arbitraggio è infatti un’attività dall’altissimo potenziale poiché, aldilà delle prospettive di carriera, arbitrare contribuisce a formare in maniera indissolubile la propria personalità.         

Il perenne confronto sul campo con situazioni che possono mettere sotto pressione – si sa, l’arbitro prende decisioni in frangenti che difficilmente superano il secondo – permette all’arbitro di maturare una capacità di problem solving indispensabile per far fronte a tutte le criticità che si palesano nella vita quotidiana, alle quali poi è in grado di confrontarsi sempre con etica, con lucidità con ragionevolezza come quando si trova a fronteggiare una protesta fuori luogo o quando, con la consapevolezza di aver commesso un errore, deve essere mentalmente pronto per prendere correttamente la decisione immediatamente successiva.

Il confronto non si limita all’impiego domenicale in campo: gli arbitri sono tutti parte di un’unica grande famiglia – che conta, ad oggi, più di trentuno mila associati – come da spirito dell’associazione, e vivono la loro attività raffrontandosi quotidianamente con i colleghi più esperti e più giovani, con i quali trascorrono importanti momenti di crescita, attraverso gli allenamenti, i raduni, la condivisione di esperienze, l’esaltazione dei momenti positivi e il reciproco supporto dei momenti di maggiore difficoltà.

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