Con il nuovo anno, una rinnovata edizione del calendario della “Benemerita” procede con il puntuale riproporsi di un’antica tradizione.

Una significativa compenetrazione artistica, fra pittura e letteratura, sancisce l’ennesima singolarità di uno strumento editoriale, rivolto alla tracciabilità sistematica del tempo, per fornire una interessante ispirazione ad un più vasto significato di contesto nazionale.

Per il “doppio venti abbinato”, emergente in un avvicendamento a numero pari su di un anno compiuto, invece, a cifra dispari, le pagine centrali di questo calendario che gli sono di emblematico riferimento, rivelano una bella rappresentazione artistica del caratteristico “carosello”, quale immagine pittoresca derivante dalla cruenta carica di Pastrengo del 1848 di tale istituzione militare, corrispondente ad una sua popolare e conclamata riconoscibilità particolare, assurta anche a comune immagine dei tutori dell’ordine, pure in un prestigioso rango di stile e di impronta sociale.

Il nesso, focalizzato per l’edizione del calendario dell’Arma, pubblicato su carta “Fidelia” per l’anno 2020, è, ancora una volta, un messaggio legato alla società contemporanea, per una effettiva aderenza alle peculiarità del Belpaese, secondo una rispettiva contestualizzazione di senso storico e culturale, in ordine alle specificità che vi sono intese.

Contemporanea è, pure, l’arte pittorica, profilatasi un tempo come stigma compositivo d’avanguardia, che, qui, si esplica stilisticamente, nel particolareggiarsi tra le suggestive immagini delle rispettive mensilità, ancora una volta appropriatamente espresse a vettore di questi contenuti di riflessione, accompagnati dall’evocazione creativa di un illustre autore che, come, fra l’altro, scrive il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, generale di Corpo d’Armata, Giovanni Nistri, tra le prime pagine di questo calendario, si è manifestata pure nello “(…) evidenziare la premurosa attenzione che ogni componente dell’Arma pone nei confronti della vulnerabilità, declinata nelle multiformi espressioni offerte dalla realtà quotidiana. Ed evidenziarla per il tramite della straordinaria espressività artistica di un grande pittore e di una grande scrittrice, a simboleggiare un impegno, disponibilità ad assisterli, non solo quando subiscono un torto, ma anche per le mille questioni che meritano semplicemente un consiglio, un conforto, una mano sulla spalla che è spesso quella del Carabiniere, dunque dello Stato. (…)”.

Protagonisti i cittadini, associati alle opere di un artista di spicco, come il noto Domenico detto Mimmo Paladino (1948), a margine della perdurante storia della “Benemerita”, nella rappresentazione illustrata di un calendario confezionato nel formato tradizionale, con il quale il 2020 è cromaticamente tenuto a battesimo pure per una ricorrenza propria dell’anno che incombe ancora nella sua attesa proiezione temporale, come risulta sottolineato anche dalle parole del generale accennato: “(…) Mimmo Paladino è un’icona del fervore artistico che attraversa lo Stivale dall’epoca più antica. E’ il solco di Piero della Francesca, alla cui produzione egli si richiama esplicitamente, al punto che, mentre scriviamo, nella splendida Arezzo che custodisce il ciclo della Vera Croce, è in corso “la regola di Piero”, omaggio di Paladino al grande pittore umanista-rinascimentale. La lezione estetica del passato è evidente nella copertina, che riprende l’oro dei Maestri senesi e dei mosaici di Ravenna, tanto cari a Gustav Klimt. Un fondo oro che, soprattutto, intende celebrare il centenario di un prestigioso riconoscimento, la concessione della prima Medaglia d’oro al valor militare alla Bandiera dell’Arma, il 5 giugno 1920, per il contributo fornito alla vittoria nella Grande Guerra. (…)”.

Voce ad eco del ciclo pittorico in questione, secondo un differente canone espressivo, preso in considerazione, è, in questa edizione, il registro narrativo di Margaret Mazzantini (1961), scrittrice, drammaturga ed attrice, in quell’abbinamento che è stato scelto nella sinergia della duplice risoluzione esplicativa sia della simultanea visione dell’immagine che della profondità concettuale percepibile, invece, per il tramite della lettura.

Su diverse ed intense campiture, a sfondo della riproduzione di contestuali opere d’arte, il contributo della scrittrice è proposto a cernita di una serie di suoi testi ad effetto, pubblicati nelle pagine del calendario a racconto di significativi stralci di azione, dove la figura del Carabiniere partecipa, nel proprio ruolo istituzionale, ma anche umano e rispettivamente, entro una sentita vocazione personale, ai palpiti di vita di varie circostanze rappresentative del proprio servizio d’intervento, come ad esempio, negli esemplificativi momenti attraverso i quali: “(…) Non capita spesso il privilegio di poter andare in ricognizione a piedi, tra una comunità tranquilla che ti saluta con affetto, ma Sant’Ilario d’Enza, è un piccolo paese dove le giornate seguono una pacifica routine. Quel mattino di maggio restammo sconcertati, quando sentimmo un lamento strozzato che sembrava giungere dal cielo. Sulle prime, pensai al grido di un uccello. Fu il collega ad indicarmi la donna anziana in alto, aveva scavalcato il balcone della propria casa, i piedi scalzi, un solo braccio aggrappato alla ringhiera. (…)”.