Brescia – Oltre la divisa, uno stile. Insieme all’uniforme, il significato che le è conforme, unitamente all’interpretazione che ad essa reca il retaggio culturale dove si compone il rispettivo riscontro collettivo in cui la stessa tenuta militare si pone.

Si tratta di una riflessione che, per il notevole calibro di una conclamata tradizione, consente di poter fare assimilare l’irraggiamento di una antica istituzione, nel versatile assetto di una interazione, pure presente fra quegli aspetti che, per certi versi, ne travalicano la sua stessa organizzazione.

A garante distinzione di un ruolo, tutto ciò che ne simboleggia l’appartenenza può, ad esempio, prestarsi pure all’ideale confronto con le difformi ideazioni stilistiche nelle quali il periodare della ricerca estetica, qui considerata nei secoli più recenti, ha, fra l’altro, maturato una varietà grafica pari alla portata di una significativa creatività artistica.

Calendario_carabinieri_2017A lettura del tempo, il tradizionale calendario dell’Arma dei Carabinieri conferma anche per il 2017 il nesso con alcune propositive ispirazioni, suscitate da una coerente dedicazione al Belpaese, che, in quest’edizione, stemperano, concettualmente e figurativamente, un dialogo fra l’evoluzione dell’arte grafica e quelle emblematiche connotazioni che sono costituenti la divisa di questa Forza militare di Polizia, in servizio permanente di Pubblica Sicurezza.

Il concetto di simbolo attiene sia ai tutori dell’ordine che alla creatività tradotta nello specifico di una rispettiva scelta ideativa di campo, coltivata nel profilo di stagioni artistiche, contestualmente correlate alla pluralità dell’avvicendarsi d’armonie frammiste.

Come, fra l’altro, spiega il Generale di Corpo d’Armata, Tullio Dal Sette, Comandante dell’Arma dei Carabinieri in un suo contributo divulgativo, proposto fra le prime pagine del calendario che appare imperniato su un variegato dispiegarsi evocativo, per il tramite di un efficace svelamento descrittivo: “I simboli sono rappresentazioni estetiche dell’essenza; essi colgono in profondità e meglio il cuore delle cose. E’, dunque, ai propri simboli che l’Arma dedica l’edizione 2017 del Calendario Storico, presentandoli attraverso i diversi stili con i quali l’arte grafica si è manifestata nel tempo, a partire dal 1814, anno di nostra Fondazione”.

Tale impostazione appare anche nella copertina della medesima pubblicazione, attraverso un’illustrazione d’emblematico impatto con la quale esordisce il taglio impresso a questa edizione, nel concomitante avvallo praticato a favore della consueta dimensione, strutturata nella carta “Fidelia” delle Cartiere Miliani di Fabriano, tenuta insieme dalla caratteristica cordicella bicolore.

A preludio delle significative rappresentazioni a venire, distribuite per mese, c’è l’efficace sintesi figurativa di copertina, su uno sfondo argenteo prospettico, che evoca l’uniforme bisecolare e quella attuale, mentre, nell’accennato prosieguo delle varie mensilità, il calendario ha sostanziato “(…) a destra la tavola che riprende il simbolo dell’Arma prescelto e, a sinistra, nella stessa grafica, la pagina correlata, contenente notizie storiche sul simbolo e sul segno d’arte che lo raffigura (…)”.

Questa compenetrazione, sviluppata sul filo della misurazione del tempo che ritma i giorni contemporanei, consente d’appurare un incontro, fra una certa parte della cultura artistica, con quanti, nella storia stessa, ne hanno attraversato l’effettiva complessità, pervasa da tale incessante varietà stilistica, all’epoca individuabile nello “stile Ottocentesco”, differente, a sua volta, da quello definito “vittoriano”, in un costante percorso di affinamento percettivo della realtà vissuta, poi, rispettivamente osservata nella mediazione dell’Art Nouveau, delle “Wiener Werkstatte, le officine viennesi pioniere d’un nuovo design dove le linee si stavano semplificando e si facevano geometriche e razionali”, del Futurismo, del “Bauhaus, una scuola tecnica che divenne il crogiolo di formazione architettonica e decorativa più sperimentale d’Europa”, dell’Art Dèco, del Razionalismo, della Optical Art, dello stile Hippie e di quello Pop, fino a profilarsi speculare alle fluide ed alle istantanee risoluzioni della perdurante svolta digitale.Calendario_carabinieri 2017_2

Attestare una propria peculiare serie di caratterizzazioni, nell’ambito di questo mutante substrato d’arte, si delinea nel calendario storico complessivamente inteso dall’Ente Editoriale per l’Arma dei Carabinieri, con la diretta collaborazione dei grafici Armando Milani e Silvia Di Paolo, secondo un’opportunità che appare pure funzionale alla puntuale trattazione di alcuni aspetti caratteristici della medesima istituzione, legati al pennacchio, al mantello, alla daga, alla lucerna, al basco, alla carabina, ai corazzieri, agli alamari, alla bandoliera ed alla tipica “fascia scarlatta” dell’uniforme, attraverso una corrispondente spiegazione di tutti questi elementi, in una forma visiva d’arte esplorativa di quelle interpretazioni stilistiche che, ad un dato tempo, trovano assegnata una nascente soluzione espressiva.

Con al centro, ancora secondo le parole usate dal generale Tullio Del Sette, “(…) il modo di essere Carabiniere, cittadino e soldato della legge, vocato alla prossimità e al servizio di ciascuno e di tutti, sempre interprete del suo tempo, con il cuore e la mente al futuro (…)”, la pubblicazione si avvale della riproduzione dei disegni “Carabina” e “Daga” di Josè d’Apice, mentre una pagina introduttiva risulta pure contraddistinta da alcune considerazioni sottoscritte da due esponenti dell’attuale mondo dell’arte.

L’artista Gillo Dorfles, a proposito dei carabinieri, evidenzia, fra l’altro, che “Li ho sempre rivisti nei momenti salienti della vita della Nazione, presenze silenziose, ma con un preciso significato che, peraltro, proprio come un manifesto pubblicitario, con grande semplicità e concretezza, si rivolgono e hanno cura di tutti, nessuno escluso”.

Il critico d’arte Philippe Louis Daverio sollecita, nel merito, un’analoga chiave interpretativa, accostata ad una visiva manifestazione espressiva, nello scrivere, pure che: “(…) Nacque allora nella società ottocentesca il concetto di “avanguardia” nella vita come nelle arti. Questo concetto tuttora è guida nelle scelte più impegnative del mondo evoluto. (…)”.

A firma di quest’ultimo intellettuale si susseguono le qualificate note esplicative dei vari stili compositivi, esaminati nelle pagine appaiate mese per mese, che fanno, del calendario storico del 2017, un racconto d’arte, sviluppato nella sintesi esemplificativa di una testimonianza interagente, nella storia italiana, con la sollecitudine che l’Arma svolge, a vari livelli, nella società stessa dove, le manifestazioni artistiche documentate, ne evocano il progressivo scenario corrispondente.