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Un giorno d’inverno un pettirosso, stanco e assiderato dal gelo, cercava un ramo solido che gli consentisse di riposarsi per qualche ora al riparo delle ultime foglie ingiallite e non ancora strappate dal vento, prima di riprendere il volo verso climi più miti. Molti alberi si rifiutarono di ospitare, pur temporaneamente, quell’uccellino infreddolito.

Il calicanto invece, impietosito, lo chiamò dicendogli di posarsi sotto le ultime foglie avvizzite, che l’avrebbero riscaldato. Il Signore, ammirato dal suo atteggiamento caritatevole, volle ricompensare il generoso arbusto facendo cadere sui rami una pioggia di stelle splendenti e profumate che si trasformarono prodigiosamente in fiori. Da quel giorno il miracolo si ripete ogni inverno.

Per questo motivo lo si è chiamato botanicamente Chimonanthus deriva dal greco cheimòn ,inverno,e da ànthos, fiore. Sto parlando del calycanthus praecox, conosciuto come calicanto d’inverno. E’ un arbusto che appartiene alla famiglia delle calicantacee. Puo’ essere coltivato in grosse fioriere o in mastelli, in terrazzo o in balcone oppure nei piccoli giardini in piena terra.

 

I fiori sono molto profumati e compaiono appunto in pieno inverno. Il calicanto ha bisogno di poche cure e si adatta ai climi più diversi. Essendo un arbusto a foglia caduca non arreda in modo particolare il giardino durante i mesi invernali, se non a dicembre o in gennaio, e quindi è preferibile collocarlo come esemplare isolato, in posizione piuttosto defilata. Oppure collocarlo insieme ad arbusti sempreverdi. Cresce bene a ridosso di un muro soleggiato, orientato verso ovest oppure sud.

I rami possono essere potati per poi essere sistemati in vasi in appartamento, dove rimangono freschi anche per 7/8 giorni.Deve essere annaffiato abbondantemente: se l’inverno è poco piovoso , una volta ogni 20 giorni, e dalla primavera all’estate inoltrata una volta alla settimana.

Una volta all’anno ,a primavera,conviene distribuire concime minerale alla base della pianta. Se la pianta è in terra preferisce terreni poveri, leggeri e argillosi. Quando è in vaso si deve utilizzare una miscela formata da 4 parti di terra da giardino, 2 di terriccio universale e 1 di torba. Non richiede potature regolari .

Ne teneva un grosso vaso sotto il portico mia nonna materna. Da piccola io e mia sorella prendevamo le bacche del Calicantus e le aprivamo: se erano fresche dentro c’era una specie di tessuto spugnoso con dei semi oblunghi ,verde madreperlato e ne usciva un odore simile a quello che emanano i bacelli del legumi quando li sgraniamo.

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Se invece erano secchi il tessuto spugnoso era scomparso e i semi assomigliavano a fagioli secchi. Quando uscivi alla sera ,al buio,ti sorprendeva quel profumo che sembrava intensificarsi se il freddo aumentava. Nel linguaggio dei fiori un fascio di rami di calicanto promette a chi lo riceve un’affettuosa protezione,mentre un solo ramo gli dirà che lo seguiamo con benevolenza.

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Un lettore scrive:
Ciao Giusi sei sempre bravissima, se fossi un bimbo mi piacerebbe averti per mamma….ciao Valerio

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Giusi Morbini
Insegnante di scuola primaria ormai da molti anni, ma ancora non prossima alla pensione. Nata e vissuta in campagna, crede nell'importanza di riscoprire le nostre radici e di conservare le nostre tradizioni. Sempre nel rispetto di tutte le culture. Scrive per diletto.

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