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Brescia. Pietro Vannucci, alias Perugino, arriva a Brescia. Dal 9 aprile al 21 luglio  la Pinacoteca Tosio Martinengo ospiterà infatti la Presentazione al tempio del maestro di Raffaello, concessa in prestito dalla Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia.

Un’occasione unica per ammirare il lavoro di uno dei maestri più noti del Rinascimento, assoluto protagonista del rinnovamento artistico manifestatosi in Italia tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo, nonché l’artista più amato e osservato dal giovane pittore di Urbino in virtù del suo linguaggio protoclassico. In origine, la tavoletta era parte del grande polittico che ornava l’altare maggiore della chiesa degli agostiniani a Perugia.

Un prestito importante che si inserisce nel progetto Ptm Andata E Ritorno, che vede la Fondazione Brescia Musei trasformare le “partenze” collegate alle richieste di prestito in “arrivi” di opere ospiti: un’occasione per accogliere nelle sale della nuova Pinacoteca capolavori che dialoghino con la collezione permanente, dando l’opportunità a bresciani e turisti di reinterpretare costantemente il corpus della collezione della Pinacoteca. La prima tappa di questa nuova iniziativa è inaugurata proprio dalla collaborazione tra le collezioni civiche, la galleria umbra e i Musei Reali di Torino.

Da un lato, infatti, il prestito da Perugia rientra negli accordi presi da Fondazione Brescia Musei in occasione del prestito della tela di Pelagio Palagi con Newton che scopre la rifrazione della luce, abitualmente conservata a palazzo Tosio nelle sale dell’Ateneo di Scienze, Lettere e Arti e ora esposta temporaneamente alla mostra “Bolle di sapone. Forme dell’utopia tra vanitas, arte e scienza”, in programma alla Galleria Nazionale dell’Umbria dal 16 marzo al 9 giugno.

Torino invece si accinge a ospitare un’altra opera delle collezioni bresciane, l’Angelo di Raffaello, che sarà alla mostra “Leonardo da Vinci. Disegnare il futuro” (Musei Reali, 16/04-14/07/2019) e che era stato richiesto in prestito nel 2017 in occasione degli accordi collegati alla mostra “Tiziano e la pittura del Cinquecento tra Venezia e Brescia”, per la quale le raccolte torinesi avevano prestato due capolavori di Savoldo (l’Adorazione del Bambino tra san Girolamo e san Francesco e l’Adorazione dei pastori).

Perugino occuperà quindi idealmente il posto lasciato libero in Pinacoteca proprio dall’Angelo di Raffaello. Il temporaneo trasferimento dell’Angelo a Torino consentirà inoltre di procedere al restauro della sua cornice, che resterà vuota a Brescia dal momento che il dipinto viaggerà entro un apposito climabox, concepito per garantirne le ottimali condizioni di conservazione.

L’operazione di restauro è resa possibile grazie a un’azione virtuosa che porta la firma del Liceo Gambara di Brescia. Gli studenti infatti si sono fatti carico di un crowdfunding finalizzato proprio alla raccolta del contributo necessario all’intervento: un’occasione per approfondire la conoscenza di questo manufatto, che incornicia con discrezione ed eleganza uno dei capolavori della Pinacoteca.

In virtù di questa generosa iniziativa, Fondazione Brescia Musei parteciperà alla Giornata dell’Arte del Liceo Veronica Gambara, progetto nato all’interno dell’Istituto come espressione collettiva e condivisa di uno degli aspetti che connotano l’istituto Gambara, che da sempre, grazie alla sua storia e al suo particolare inserimento nel territorio, si contraddistingue per il dialogo e il rapporto con il patrimonio culturale.

La Giornata dell’Arte si terrà sabato 27 aprile e la Fondazione parteciperà con una serie di iniziative riservate agli studenti del Liceo, a cominciare da un incontro in Aula Magna dedicato alla presentazione dell’Angelo di Raffaello; successivamente in Pinacoteca si terrà una visita guidata incentrata in particolare sul backstage dell’allestimento della Pinacoteca stessa; completeranno il programma il laboratorio didattico Maestri e allievi in bottega e la visita teatralizzata L’impronta del Collezionista: Paolo e Paolina Tosio.

Proprio al rapporto tra Perugino e Raffaello è ispirato il laboratorio, dedicato ai bambini dai 5 agli 11 anni, ideato appositamente per l’arrivo della preziosa tavoletta e che si terrà sabato 13 aprile ore 10.30. Per diventare pittori era necessario, in età rinascimentale, essere accettati in giovane età in una bottega: un grande spazio dove il Maestro svolgeva il proprio mestiere. All’interno delle botteghe il lavoro era impostato secondo un metodo di produzione che prevedeva una precisa suddivisione di compiti tra il maestro, gli assistenti e gli apprendisti.

Attraverso una serie di esperienze che riguarderanno i materiali, gli strumenti e le tecniche usate dai pittori, si potrà infatti rivivere la vivacità che animava le botteghe d’arte nel XVI secolo.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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