Cerveno, Valle Camonica, Brescia. Il paesaggio delle Alpi e la storia delle sue comunità raccontano non soltanto di una capacità di perpetuare modalità produttive tradizionali ma anche e soprattutto di un’inclinazione a sviluppare processi innovativi, sincretici e conservativi che, mantenendosi in armonia con il proprio territorio, si sottraggono, almeno in parte, ai processi di omologazione della produzione e del consumo alimentare.

Dal fil rouge della valorizzazione della ricca cultura alimentare locale nasce così Il Cibo delle Alpi, la serata-evento che si terrà il 2 dicembre alla Casa Museo di Cerveno in stretta sinergia con il Distretto Culturale Valle Camonica e con gli Enti locali e che, attraverso speech, tavole rotonde e testimonianze dirette,  metterà la valle al centro dell’Europa e mapperà i progetti in corso, raccontandone risultati raggiunti e prospettive future.

Al via AlpFoodway, un progetto finanziato nell’ambito del Programma Interreg Alpine Space al fine di trasmettere i saperi legati a tecniche di produzione, abitudini di consumo e antiche pratiche sociali.

Alpfoodway è una delle iniziative al centro del programma del convegno Il cibo delle Alpi, a cui è stata invitata la Professoressa Anna Giorgi di UNIMONT che, in virtù della sua esperienza in ambito di ricerca e innovazione nel territorio montano alpino, porterà un contributo in merito a “Alimentazione alpina: quale sviluppo per le generazioni future?”. I veri protagonisti sono i territori e le comunità, chiamati a condividere e custodire tradizioni e paesaggi  per promuovere il valore culturale, sociale ed economico nel futuro dell’Europa.

In questo scenario si può parlare a tutti gli effetti di cultura alimentare alpina, intesa nel senso più ampio di stile di vita per i molti aspetti che la compongono e per le ricadute che comporta nei diversi ambiti del vissuto quotidiano. Cibo e alimentazione, infatti, sono espressione diretta delle relazioni sociali e delle identità del territorio e dei suoi abitanti.

Filiere e pratiche alimentari sono marcatori di specificità territoriali che consentono di creare e rafforzare legami di comunità: memorie individuali e collettive, processi produttivi codificati nel tempo, momenti di consumo e condivisione del cibo legati a ritualità e ricorrenze sociali o religiose costituiscono parte della trama del vissuto di una comunità e della sua identità, in un intreccio inscindibile di beni materiali e immateriali.

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.