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In occasione della Giornata Mondiale della Salute (7 aprile), Slow Food ha presentato il suo nuovo documento di posizione Il nostro cibo è la nostra salute. Solo con la biodiversità si nutre il pianeta.

“La salute è al centro dell’impegno di Slow Food. Obiettivo dell’associazione è infatti rendere il cibo buono, pulito e giusto accessibile a tutti. Una dieta è sana non solo quando è adeguata dal punto di vista nutrizionale, ma anche se promuove la salute umana e rispetta quella del pianeta. Una dieta sana si basa su una ricca diversità di cibi di origine vegetale,  integrali e minimamente lavorati, coltivati localmente con metodi sostenibili e, soprattutto, una dieta sana può essere – ed è – piacevole.”

Slow Food lavora per migliorare la biodiversità, il clima e la salute attraverso il cibo. «La difesa della biodiversità, una battaglia che da sempre caratterizza la nostra associazione, rappresenta una possibile soluzione alla crisi climatica e alla malnutrizione in tutte le sue forme: sovrappeso e obesità, denutrizione e carenza di micronutrienti – sottolinea Nappini -.

Il documento di posizione di Slow Food su Cibo e Salute esamina lo stato attuale dei nostri sistemi alimentari globali e le modalità con cui Slow Food lavora per promuovere diete sane. Il documento presenta inoltre una ricerca condotta da Slow Food per analizzare il contenuto nutrizionale di alcuni Presìdi Slow Food e descrivere in che modo le principali iniziative di Slow Food, come gli orti e i Mercati della Terra, sostengono le comunità locali e garantiscono diete sane e sostenibili proteggendo la biodiversità.

Il sistema alimentare oggi è dominato da grandi aziende che producono, trasformano, distribuiscono e vendono il cibo, indirizzando le scelte alimentari che le persone compiono e definendo dall’alto la disponibilità del cibo e il suo prezzo. La qualità del cibo fornito è di conseguenza povera di sostanze nutritive: ricca di grassi, sale e zuccheri e priva di nutrienti importanti come minerali e vitamine. Inoltre, l’eccessiva abbondanza di questi alimenti solleva problemi di sicurezza alimentare, poiché molti individui e comunità non hanno attualmente accesso a diete adeguate e culturalmente appropriate.

Allo stato attuale, secondo la Fao, ci sono 1,9 miliardi di adulti in sovrappeso nel mondo, oltre 650 milioni dei quali sono obesi, mentre allo stesso tempo ci sono quasi 800 milioni di persone denutrite che soffrono la fame e miliardi che presentano carenze di micronutrienti. L’obesità, un tempo riscontrata soprattutto nei Paesi dal reddito elevato, si è oggi estesa ai Paesi con medio e basso reddito, spesso insieme alla denutrizione. Anche nei Paesi dove una maggiore disponibilità di calorie ha mitigato i problemi di sicurezza alimentare, la malnutrizione persiste sotto forma di carenze di micronutrienti.

L’altra faccia della medaglia di questa abbondanza industrializzata è il grandissimo potenziale di biodiversità disponibile per le comunità locali di cui solo una minuscola percentuale viene effettivamente consumata. Delle oltre 300.000 specie vegetali commestibili note, infatti, l’approvvigionamento alimentare mondiale dipende da sole 150. Inoltre, quattro colture – riso, mais, patate e grano – forniscono più della metà delle calorie consumate globalmente.

C’è un altro elemento che provoca effetti negativi sulla nostra salute: la crisi climatica. Quest’ultima sta avendo un impatto su tutti i sistemi ambientali e sta danneggiando anche la salute umana. La sicurezza alimentare globale è minacciata dall’aumento delle temperature e dai cambiamenti nelle precipitazioni, oltre che da eventi estremi come ondate di calore, inondazioni e siccità, che hanno un effetto significativo sulla produzione agricola.

Ecco perché nella Giornata Mondiale della Salute Slow Food ha riaffermato con forza il suo impegno a lavorare per una salute migliore, promuovendo abitudini alimentari sane in cui il cibo sia considerato di vitale importanza sia per la salute dell’ambiente che per quella di chi lo produce e lo consuma.