Tempo di lettura: 2 minuti

Parma – Martedì 9 febbraio, all’Auditorium Paganini, alle ore 17, in occasione della Giornata della Memoria, Piero Terracina incontra la città per raccontare la sua esperienza a Birkenau. L’incontro è organizzato dal Centro studi movimenti, dalla Comunità Ebraica di Parma e da Sinagoga e Museo “Fausto Levi” di Soragna, in collaborazione con l’Assessorato alla cultura del Comune di Parma, il Consorzio solidarietà sociale e la Fondazione Matteo Bagnaresi.

Giornata della memoria PRQuando il 16 ottobre 1943, i nazisti rastrellarono il ghetto ebraico di Roma, arrestando e deportando 1.259 persone, Piero Terracina non aveva nemmeno 15 anni. In un primo tempo era riuscito a nascondersi con la sua famiglia ma, qualche mese dopo, nell’aprile 1944, un delatore li denunciò. Dopo un breve transito nel campo di Fossoli, Piero e tutti i suoi famigliari (genitori, fratelli e sorella, zii e nonno) furono caricati su un carro bestiame e, insieme a molti altri, portati in Polonia, nell’immenso campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, dove tra il 1941 e il 27 gennaio 1945, furono uccise oltre un milione e centomila persone. Piero fu l’unico della sua famiglia a fare ritorno.

Chi è stato ad Auschwitz-Birkenau forse ha notato il cielo. Un cielo molto diverso da quello cui siamo abituati noi. Là non ci sono catene montuose che chiudono e rallentano i venti, perciò il cielo di Auschwitz è un cielo veloce, mutevole, instabile: è capace di essere sereno e un attimo dopo di scaricare pioggia o neve, per poi tornare, subito dopo, sereno. È un cielo che cambia velocemente e non mantiene traccia del suo passato umore.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Esegui l'operazione aritmetica prima di inviare *