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Breno (Brescia). Mercoledì 25 gennaio alle 20.30 il Teatro delle Ali torna alla ribalta con lo spettacolo “Il cielo in una stanza” della giovane Compagnia Punta Corsara di Napoli, il gruppo nato nel 2007 come progetto di impresa culturale della Fondazione Campania dei Festival per il Teatro Auditorium di Scampia e diventato nel 2010 associazione culturale indipendente guidata da Emanuele Valenti e Marina Dammacco, loro assistenti sin dall’inizio del percorso.

Il soggetto dello spettacolo prende spunto e titolo da Il cielo in una stanza di Gino Paoli, una delle più celebri canzoni degli anni ’60 interpretata da Mina, che racconta di un amore talmente forte e sublime da abbattere i muri di una stanza facendovi entrare il cielo. Se però in quella stessa casa degli anni ’60 – mettiamo a Napoli, mettiamo in un contesto del tutto diverso – una coppia di innamorati ci tornasse più di 30 anni dopo, potrebbe scoprire che nel frattempo si è messo in atto un meccanismo di trasformazione urbana e sociale tale che, attraverso la costruzione e la distruzione di case e intere parti della città, ora in quella stanza dei ricordi le pareti non ci siano più per davvero.

E così, traendo ispirazione e evocazioni da fonti diaristiche e fatti di cronaca, da storie di emigrazione in Svizzera e racconti di speculazione edilizia, la narrazione dei fatti parte proprio da quel cielo che – in seguito a un crollo – è veramente entrato nella stanza: guardandoci dentro si può scorgere una comunità di personaggi che negli anni ’90 continua a vivere in quest’architettura sbilenca, non riuscendo ad allontanarsi dal palazzo. Si trovano a un punto cruciale della propria storia: vogliono fare i conti con il proprio passato per trovare un modo per archiviarlo e tornare a sognare un futuro. Uno spettacolo impegnato che invita alla riflessione, ma senza rinunciare al sorriso e all’umorismo.

La Compagnia Punta Corsara è nata in seguito a corsi di formazione progettati dalla Fondazione Campania dei Festival per il Teatro Auditorium di Scampia con l’obiettivo di portare a Napoli la non-scuola del regista Marco Martinelli che, unendo pratica teatrale e pedagogia, creava un dialogo tra i giovani degli istituti superiori del centro storico di Napoli e le scuole di periferia di Scampia, gli artisti, le associazioni e le istituzioni. Da allora la Compagnia è molto cresciuta in termini di professionismo e tanti sono i riconoscimenti collezionati negli anni: Premio della Critica 2014, Premio IN-BOX 2013 per Il Convegno, Premio Ubu Nuovo Attore Under 30 2012, Premio Ubu Speciale e Premio Hystrio Altre Muse 2010, Premio I Teatri del Sacro 2015 per Io, mia moglie e il miracolo.