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Pescarolo ed Uniti (Cremona) – Abbiamo avuto modo di conoscere l’importante pagina di storia del territorio che rappresenta il cimitero ebraico di Ostiano e conoscere contemporaneamente, nel Gennaio 2015, il custode volontario, Giuseppe Minera, che con la sua passione è tornato a far parlare quelle pietre, attraverso il lavoro manuale e la conservazione dell’archivio storico delle varie famiglie.

A quei tempi la curiosità mi portava ancora a girare più frequentemente sul territorio, ma nel frattempo sono suonati gli 80, e poi le restrizioni del covid mi hanno portato a riservare il mio impegno più a livello locale, cioè Pescarolo e dintorni. Però oggi, dopo avere saputo dell’assegnazione della qualifica di “buon samaritano”, da uno dei più importanti giornali Israeliani, al signor Minera, ho sentito il dovere di andare a complimentarmi con lui, proprio al civico 22 di via Montagnetta a Ostiano.

Una qualifica che nessuno sapeva, nonostante avesse fatto parte di un articolo, pubblicato in tutte le lingue, che il giornalista Giovanni Vigna, corrispondente da Mantova di quella testata, scrisse nel Settembre 2019, quale resoconto di una sua visita al cimitero.

In questi anni, tolto il 2020, la celebrazione della giornata ebraica al cimitero di Ostiano era diventata un appuntamento fisso e nel quale Minera ci ha sempre dato ulteriori dettagli sulla storia. Questa volta l’abbiamo sollecitato noi.

Come mai, pur non essendo coinvolto nella vita del paese, dove ci sono anche importanti nomi impegnati nella storia locale e tra questi certamente un ruolo importante lo ricopre la Professoressa Marida Brignani, è nata in lui questa passione di sapere?

Così apprendiamo che ebbe le prime notizie sull’esistenza di un qualcosa di ebraico a Ostiano da una trasmissione televisiva, “sorgente di vita” del 1974. Poi nel 1984 circa, ebbe modo di leggere degli opuscoli di Fabio Glisenti che, intervistando nel 1891, Israele Finzi ebbe le prime notizie su un cimitero però in zona Sabbioni, che nel 1850 figurava già come abbandonato e venne poi soppresso con la realizzazione della linea tranviaria.

Ultima tappa è nel 1987 in occasione della presentazione del libro “Guida dell’Italia ebraica”, scritto da Annie Sacerdoti. Viene a conoscenza del cimitero di via Montagnetta e, dopo le relative autorizzazioni, incomincia il suo paziente lavoro di pulizia e recupero della struttura.

Oggi la sua preoccupazione maggiore è riservata a quell’angolo cadente. dove alcune lapidi si sono anche già staccate, il suo impegno è cercare di evitare il peggio. Da parte nostra ci congediamo dal Minera, ringraziandolo per il suo impegno per la conservazione di una storia, con l’auspicio che possa riuscire a salvare questa importante pagina di storia.

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