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Marco, 35 anni, un’entrata fissa e: un mutuo trentennale sulla prima casa, un finanziamento per televisione, computer e cellulare, un fido per pagare le tasse a fine anno e le vacanze al mare di agosto. Con un solo stipendio – e sei comodissime rate mensili- può permettersi tutto, senza rinunce. Certo, ci sono gli interessi da calcolare e la speranza di non rimanere disoccupato prima di aver saldato il debito con le banche…

Il profilo appena descritto è, purtroppo, tra i più comuni. La facilità con cui si ha avuto accesso al credito ha fatto si che, negli ultimi anni, il cliente (privato e azienda) rimanesse impigliato tra i tentacoli di prestiti e finanziamenti, un vero e proprio stillicidio finanziario che ha fatto perdere la percezione del valore delle cose.

Il momento di crisi che stiamo vivendo – dovuto sia al desiderio speculativo di certe banche di far volume, sia all’”ingordigia” del cliente abbagliato dai facili guadagni – rende, ora, necessario un ritorno a quella che era la mentalità dei nostri genitori, basata cioè sull’ottica del risparmio e del rischio calcolato in base al proprio portafoglio.

“Il nostro dovere, come banca del territorio, è far fruttare al meglio i risparmi dei nostri clienti ed evitare in ogni modo che il risparmiatore si trovi in difficoltà in seguito ad un’operazione bancaria che mal potrebbe sopportare.” – sottolinea Andrea Lusenti, Vicedirettore di Cassa Padana – “L’educazione al risparmio e alla previdenza sono tra i capisaldi che ispirano lo Statuto della nostra banca che, come Bcc, si distingue proprio per la scelta di costruire il bene comune”.

La strada da percorrere deve basarsi, quindi, sulla trasparenza e sulla fiducia reciproca tra cliente e istituto di credito. “Noi dobbiamo gestire i risparmi dei nostri clienti, soldi che sono il frutto di una vita di lavoro e sacrificio. E’ un’enorme responsabilità: il cliente si affida a noi, a noi sta il compito di difendere quel capitale dall’inflazione e, al tempo stesso, studiare come farlo rendere. Si “gioca” con la vita delle persone e per questo è necessario operare in un’ottica di prudenza e parsimonia, diffidando da quella valanga di messaggi pubblicitari su finanziamenti prodigiosi, specchietti per allodole che spesso celano l’imbroglio”.

“L’indebitamento generale di famiglie e aziende è la cattiva eredità di momenti in cui si è troppo elargito,” – prosegue –“ecco perché le nuove generazioni devono essere istruite per affrontare la nuova situazione, secondo il concetto guida dell’investimento ponderato. Un insegnamento da trasmettere ai più giovani fin dall’età della scuola, per ricordarci che l’Italia è, ed è sempre stato, un paese prudente che vive sul risparmio”.

Per meglio affrontare le problematiche legate a questa nuova fase economica, parte questa rubrica di formazione finanziaria, uno strumento semplice e chiaro per chi intende rapportarsi con il proprio istituto di credito in maniera cosciente e consapevole. La rubrica intende fornire gli strumenti, il lessico e le conoscenze di base per meglio orientarsi in un mondo complesso e in continua evoluzione come quello bancario.

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Laura Simoncelli
Dopo il diploma di liceo scientifico, si laurea all’Univeristà Cattolica di Brescia nel 2004 in Lettere e Filosofia. Collabora con Fondazione Civiltà Bresciana e Bresciaoggi con stesura di articoli sportivi, cronaca e tempo libero. Dal 2004 al 2017 fa parte della redazione di popolis. E’ docente di italiano e storia presso le scuole medie e superiori

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