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“Il nostro motto è questo: il denaro dei poveri ai poveri. Il nostro obiettivo: invertire la rotta dell’economia e ridistribuire la ricchezza. Perché c’è tanta povertà in Ecuador? Perché la ricchezza si concentra sempre altrove. Perché i flussi economici portano a concentrare la ricchezza invece di distribuirla. E c’è gente che si guadagna il pane col sudore della fronte di chi ha di fronte”.

Bepi Tonello parla con enfasi. Dell’Ecuador, di Codesarrollo, del rapporto con Cassa Padana, del progetto di microfinanza etica che sarà presentato oggi a Roma. Racconta la cooperativa che fa microcredito alla “sua” gente e di cui è presidente.

 Una cooperativa, Codesarrollo, nata nel 1997 dall’iniziativa del Feep, il Fondo ecuadoriano Populorum Progressio (organizzazione non governativa attiva nell’ambito dello sviluppo socio economico dei settori svantaggiati dell’Ecuador) e sottoposta alla supervisione della Superintendencia de Bancos dell’Ecuador, quindi alle norme di controllo e prudenza finanziaria stabilite dagli organi preposti alla supervisione bancaria.

 “Tutto è iniziato poco più di un anno fa” spiega Tonello, “ero in Europa e un amico bresciano di Cuore Amico mi ha portato a Leno, in Cassa Padana. Quando sono entrato nell’ufficio del direttore di Cassa Padana, lo confesso, non avevo grandi speranze. Ho chiesto aiuto. Un aiuto sia economico che di formazione per la mia gente. La risposta che ne è giunta è stata sorprendente: in tempi umani, non biblici o burocratici, mi sono visto mettere a disposizione 250 mila dollari, assistenza tecnica ma anche tanta solidarietà e amicizia”.

Bepi Tonello è un uomo pratico. E’ nato a Caerano San Marco, in provincia di Treviso, ed è cresciuto accanto a un padre contadino, un padre di quelli forti e attivi nelle lotte contadine, nonché consigliere della cassa rurale del paese. Dopo la laurea in filosofia a Padova, Bepi Tonello abbraccia l’operazione Mato Grosso e nel 1970 lascia il paese, il Veneto e l’Italia per l’Ecuador. Oggi vive lì. Si è sposato con una donna ecuatoriana, ha tre figli, e ogni giorno lavora perché Codesarrollo e la “sua” gente crescano.

“L’Ecuador è un paese di paradossi: è ricco eppure poverissimo. Ha 12 milioni di abitanti su un territorio grande quasi l’Italia. Il 35% dei suoi abitanti vive al di sotto della soglia di indigenza, con 1 dollaro al giorno. Un altro 45% vive al di sotto della soglia di povertà con 2 dollari a disposizione per tirare avanti. E se un litro di latte costa mezzo dollaro…capite bene a quale punto siamo poveri.

“La gente reagisce a questa situazione in vari modi. Con l’emigrazione prima di tutto.Negli ultimi anni ha lasciato l’Ecuador il 10 per cento della popolazione. I migliori. Oggi il Paese ha il 45% degli abitanti sotto i 15 anni, moltissimi sono gli anziani. E fra chi resta, molti si legano alla criminalità purtroppo”.

 “L’Ecuador è un paese in cui il 68% dei bambini che vivono nelle campagne è denutrito, dove non c’è più salute pubblica, la popolazione fuori città vive in case di terra senza pavimento né soffitto, il debito estero si divora il 45% del bilancio di previsione dello Stato e la corruzione, si stima, si ciba di un altro 20%, mentre agli usurai finisce il 10, 20% delle entrate mensili di una famiglia”.

In questo paese, bellissimo e complesso, Codesarrollo sta cercando di dare nuove risposte e nuovi strumenti. Cerchiamo di far entrare la cultura del risparmio e della progettazione del proprio futuro. Spieghiamo che non c’è sistema migliore per vincere la povertà che non sia quello di produrre più di quello che si consuma e che è necessario trattenere i soldi nella zona in cui si crea la ricchezza”.

Codesarrollo ha una visione sociale che persegue lo sviluppo integrale dei settori svantaggiati della popolazione dell’Ecuador, siano contadini meticci, indigeni, afroecuatoriani o abitanti dei quartieri urbano-marginali. “In quattro anni, è molto cresciuta. Nel 2001 ha collocato un portafoglio di quasi 5 milioni di dollari distribuiti tra 587 organizzazioni contadine e 2784 clienti privati, per un totale di oltre 10 mila famiglie beneficiarie, residenti in 13 delle 22 Province dell’Ecuador. Facciamo crediti medi di 100 dollari. Il massimo è stato 22 mila dollari per la realizzazione di un caseificio. E abbiamo una sofferenza incredibilmente bassa: l’1,3%. I poveri restituiscono sempre”.

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