Tempo di lettura: 2 minuti

Verona. É aperta fino al 27 settembre al Museo Archeologico al Teatro Romano, la mostraIl fascino dei vetri romani”. L’esposizione è stata realizzata in concomitanza con l’esposizione Carlo Scarpa. Vetri e disegni 1925-1931, allestita fino al marzo 2019 al Museo di Castelvecchio.

Un’occasione per vedere dal vivo i parallelismi che intercorrono fra le opere dell’architetto veneziano e gli antichi vasi che, per molti aspetti, sono stati i modelli ispiratori di molte creazioni vetrarie del Novecento. Di particolare interesse, dunque, visitare entrambe le esposizioni per trovare i riscontri che legano questi differenti periodi storici e la rispettiva produzione vetraria.Il fascino dei vetri romani è il ventesimo appuntamento di una serie di esposizioni temporanee realizzate, a partire dal 1998, con i materiali appartenenti alle collezioni restaurate del Museo.

I vetri antichi, e romani in particolare, hanno sempre suscitato grande interesse, per l’eleganza e la funzionalità delle forme e per la valenza estetica delle colorazioni. L’esposizione ne illustra le molteplici funzioni: recipienti per balsami e profumi, vasi per alimenti liquidi e solidi, ma anche contenitori per le ossa cremate dei defunti e oggetti di ornamento.

Una sezione è poi dedicata agli oggetti scoperti in una necropoli romana scavata nel territorio veronese, a Raldon, nel Settecento, un’altra a vetri di pregio prodotti e usati a Roma in ambito cristiano.

I vetri, in parte provenienti dal territorio, in parte appartenenti a raccolte confluite nel Museo, sono presentati al pubblico nei rinnovati spazi dell’Archeologico, in una esposizione che va ad integrare la collezione degli oggetti romani in vetro presenti nell’allestimento permanente del Museo.

La mostra, è a cura di Margherita Bolla ed è promossa dal Comune di Verona – Assessorato alla Cultura – Direzione Musei civici. L’esposizione è visitabile con il biglietto d’ingresso al Museo.