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Gattatico, Reggio Emilia. Il teatro è un luogo libero da vincoli e influenze, in cui tutto può accadere perché una volta aperto il sipario chi recita e chi assiste all’interpretazione vengono catapultati in un’altra dimensione. Una dimensione che il più delle volte indaga, denuncia, comunica, fa emergere la consapevolezza della società in cui viviamo, per scoprire quel lato nascosto che potrebbe essere la chiave per una nuova vita. Proprio questa libertà della mente che contraddistingue il valore della creatività teatrale.

Il Teatro resiste come un divino anacronismo” scriveva Orson Welles.

A Casa dei Fratelli Cervi ritorna la 18ª edizione del  Festival Teatrale di Resistenza che si svolgerà dal 7 al 25 luglio negli spazi esterni di Casa Cervi, rassegna di teatro civile contemporaneo, ideata e promossa dall’Istituto Alcide Cervi insieme a Cooperativa Boorea. Il Festival Teatrale di Resistenza, che rappresenta il momento centrale delle iniziative dell’Istituto Alcide Cervi legate al teatro, tese ad innovare la memoria e a sollecitare nuove riflessioni intorno alle questioni che riguardano la società contemporanea stimolandone l’incontro con il pubblico.

Aanche quest’anno porterà in scena 7 compagnie di rilievo nazionale provenienti da tutta Italia individuate sulla base di un Bando di Concorso che ha portato alla selezione di 7 spettacoli di Teatro Civile.

Casa Cervi rinnova attraverso il Teatro la necessità della memoria e la riflessione sulla Storia più recente, il richiamo alla Resistenza e ai suoi valori, promuovendo nel contempo indagine e attenzione, presa di posizione sulle urgenze del presente, e sulle più importanti questioni che attraversano la vita individuale e collettiva.

Le disuguaglianze sociali, gli anni ’70, le lotte per le conquiste democratiche collettive, i vecchi e i nuovi nazionalismi, la perdita di memoria, il lavoro e le storie di riscatto sociale: questi alcuni dei temi che attraversano gli spettacoli ospiti e che manifestano l’urgenza, forse più degli altri anni, di stimolare attraverso la scena una riflessione profonda in riferimento al nostro presente e una reazione che non può più essere di disimpegnato distacco. Il Festival Teatrale di Resistenza è un Festival militante. Si conclude, coma da tradizione, giovedì 25 luglio con la Festa della Storica Pastasciutta Antifascista di Casa Cervi.

Ogni sera, al termine dello spettacolo, seguirà il ciclo di conversazioni “Degustando il teatro. Voci autorevoli incontrano la compagnia”: conversazioni con il pubblico e gli artisti, approfondimenti degli spettacoli e riflessioni più ampie sul rapporto che intercorre tra la scena del teatro e il paesaggio umano, sociale e politico contemporaneo.

Il Festival Teatrale di Resistenza da sempre instaura sinergie con realtà del territorio: artisti, rassegne, Comuni. In questo contesto si inseriscono tre appuntamenti fuori concorso.

Prosegue inoltre per il terzo anno la rubrica “Sotto la Grande Quercia. Appunti dal Festival, riflessioni, interviste, approfondimenti” a cura di Raffaella Ilari che terrà unite, come in una comunità ideale, le tante voci, suggestioni e spunti che daranno vita al Festival.

Il programma.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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