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Il fido bancario, o affidamento, è la somma che la banca mette a disposizione del proprio cliente, sia esso privato o impresa. Il fido può concretizzarsi in varie forme tecniche a seconda delle esigenze del cliente. Tra le principali forme tecniche a breve termine ci sono:

  • Fidi di cassa o scoperto di conto corrente: consente di avere un’apertura di credito sul proprio conto corrente da utilizzarsi in qualsiasi momento. E’ una linea di credito comoda per il cliente, utile per favorire l’elasticità di cassa o per sopperire a momentanei scompensi di liquidità.
  • Smobilizzo di crediti o castelletto bancario: tale procedura consente lo smobilizzo di crediti commerciali che il cliente vanta su soggetti terzi. Questo consente all’azienda di finanziare il proprio capitale circolante tramite lo sconto SBF (concessioni salvo buon fine) delle ricevute bancarie e l’anticipo sulle fatture. In questo modo l’imprenditore può ottenere subito dalla banca l’importo degli effetti senza attendere la loro scadenza (smobilizzo del credito) entrando, così, in possesso dei crediti commerciali derivanti dall’esercizio dell’attività economica. E’ un validissimo strumento per le aziende che incassano a tot giorni dal ricevimento fattura (60-90-120 giorni, a volte fino a sei mesi) e concedono, allo stesso tempo, pagamenti “a respiro” ai propri clienti.
  • La più usata delle forme tecniche a medio/lungo termine è, invece, il mutuo bancario che può avere varie durate ed essere a tasso fisso o tasso variabile. Lo scopo principale del mutuo è quello di finanziare l’acquisto di beni durevoli per le famiglie (casa, automobile) e per le aziende (immobili, impianti, attrezzature, macchinari).

L’effetto perverso del fido: la facile disponibilità di denaro non deve indurre il cliente ad usufruire in maniera sconsiderata delle risorse finanziarie che gli sono state messe a disposizione poiché i debiti contratti, sotto qualsiasi forma tecnica, devono prima o poi essere restituiti.

Come si apre un fido? Il primo passo per chiedere un fido è l’apertura di un’istruttoria, un’accurata analisi con la quale la banca valuta la posizione reddituale e patrimoniale del cliente al fine di stabilire la capacità di restituzione del credito concesso. Le aziende richiedono ed utilizzano le diverse linee di credito (mutuo/fido) a seconda delle esigenze da finanziare e a seconda della struttura e della strategia finanziaria pianificata.

E’, quindi, necessario individuare, con la consulenza del responsabile di filiale, quali siano le forme tecniche che meglio soddisfano le esigenze reali del cliente. Fondamentale è, inoltre, definire l’importo del fido, che deve sì essere coerente con i bisogni del cliente, ma deve anche tener conto della capacità di rimborso del cliente stesso.

Ecco perché concedere un mutuo o un fido di importo elevato, che comporterà una rata onerosa e difficilmente sopportabile dal cliente, non è una saggia indicazione. Spesso i “no” della banca sono proprio nell’interesse del cliente e rappresentano la migliore consulenza.

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Laura Simoncelli
Dopo il diploma di liceo scientifico, si laurea all’Univeristà Cattolica di Brescia nel 2004 in Lettere e Filosofia. Collabora con Fondazione Civiltà Bresciana e Bresciaoggi con stesura di articoli sportivi, cronaca e tempo libero. Dal 2004 al 2017 fa parte della redazione di popolis. E’ docente di italiano e storia presso le scuole medie e superiori

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