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Guastalla, Reggio Emilia. Il profilo del fiume Po in 100 fotografie scattate nell’arco di quindici anni dalla sorgente alla foce, le immagini di Michael Kenna raccontano la lunga familiarità tra il fotografo inglese e “un caro, vecchio e saggio amico”, come l’artista definisce il fiume Po. Una mostra a Palazzo Ducale sino al 6 marzo, “Il fiume Po” in esposizione di 100 fotografie in bianco e nero scattate dal 2007 al 2019, dalla sorgente alla foce del maggior fiume italiano, dalle montagne piemontesi alle rive adriatiche attraverso le distese della Pianura Padana.

“Nella vita incontriamo migliaia di persone, ma stringiamo amicizia solo con poche. Perché? Cosa forma i legami di amicizia e amore? Come fa un estraneo a trasformarsi in un amico? Succede. Col fiume Po ci siamo conosciuti per la prima volta nel 2007, quando sono stato invitato a Reggio Emilia dal curatoreSandroParmiggiani. Negli anni successivi ho fotografato il territorio reggiano. Già allora speravo che un giorno sarei tornato in quei luoghi. Quando l’ho fatto, anni dopo, mi sono sentito come di fronte a un vecchio e saggio amico.” (Michael Kenna)

“Queste fotografie” spiega il fotografo inglese, “sono il riflesso delle mie conversazioni col Po. Spesso paragono la fotografia all’incontro con una persona. Ne incrociamo migliaia, se non milioni, nella nostra vita, ma solo poche di loro rimangono come buoni amici con cui restiamo in contatto ripetutamente. Perché è così.”

“Preferisco pensare che le mie fotografie siano più vicine alla poesia che alla prosa, e ripeto spesso che il colore è un po’ troppo specifico, determinato per il mio modo di lavorare. Vediamo tutto a colori. Il bianco e nero, invece, è una riduzione essenziale della stimolazione sensoriale che permette alla nostra immaginazione di attivarsi di più. Il bianco e nero dice precisamente che questa è un’interpretazione, non è un tentativo di copiare ciò che vediamo con i nostri occhi.

Mi piace leggere gli haiku, perché suggeriscono una grande quantità di cose in poche parole. Come queste poesie, non cerco di ritrarre tutti i dettagli di una scena, o di dare una descrizione accurata di ciò che c’è.Preferisco suggerire ciò che non posso vedere, ma che immagino possa esserci: strati sottostanti nascosti nella nebbia e nell’oscurità o nascosti oltre i bordi della cornice.”

La caratteristica del grande fotografo inglese è quella di sviluppare i progetti fotografici importanti nel corso di molti anni, per poi approdare alla loro pubblicazione. In questo caso, le prime fotografie del Po risalgono al 2007, quando Kenna fu invitato a fotografare il territorio reggiano in vista della grande mostra antologica “Immagini del settimo giorno” a Palazzo Magnani nel 2010 a Reggio Emilia.

Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.