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Trento. Al MUSE è stata inaugurata la nuova Galleria della Sostenibilità, uno spazio espositivo di 400 metri quadri. L’esposizione affronta i principali motori del cambiamento globale in atto, dalla questione climatica alla perdita di biodiversità, dall’aumento della popolazione alla lotta alle disuguaglianze sociali, esplorando i molteplici futuri: possibili, probabili e desiderabili, con la consapevolezza che la cultura può aiutarci a capire che le nostre sfide, come cittadini di una comunità globale, sono profondamente interconnesse.

A completare gli exhibit, alcune interviste inter-generazionali e una selezione di casi concreti di ricerca e sviluppo, esperienze produttive e imprenditoriali che raccontano come anche il settore privato si stia muovendo verso modelli più sostenibili.

Nel corso della recente pandemia abbiamo preso coscienza della vulnerabilità del nostro modello di sviluppo, abbiamo “scoperto” il legame tra le condizioni di salute dell’ambiente e quelle della nostra società, il collegamento diretto tra salvaguardia delle condizioni di benessere del pianeta e sopravvivenza della specie umana.

Oggi, forse più che mai, siamo quindi consapevoli dell’in­fluenza delle nostre scelte quotidiane sul futuro delle nuove generazioni e sentiamo davvero che “sì, siamo tutti sullo stesso pianeta”.

Il MUSE di Trento, fedele alla sua missione di interpretare la realtà e le sfide della contemporaneità ha inaugurato la nuova Galleria della Sostenibilità. Sei tavoli disposti a corolla attorno alla grande Sfera della NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration), raccontano focalizzandosi su un argomento specifico quanto sia insostenibile il nostro mondo e si focalizzano sui grandi driver della crisi ecosistemica: perdita di biodiversità, cambiamento climatico e aumento demografico.

Un tavolo declina la cultura della sostenibilità con riferimento all’Agenda 2030 come piano di azione e uno – infine -si proietta nel futuro. In ogni tavolo (tranne il primo e l’ultimo) i concetti si articolano sui due lati: quello dedicato al now, ovvero alle problematiche oggi ben visibili e quello dedicato al future, ovvero alle soluzioni.

Due grandi monitor, infine, mostrano le “interviste intergenerazionali” ovvero dialoghi ipotetici tra persone appartenenti a generazioni diverse (1960, 1980, 2020 e 2040) che esprimono il loro punto di vista sui temi trattati.