E’ tornato il generale inverno, era da tempo che mancava, negli ultimi anni si sono susseguiti inverni anonimi, con qualche gelatina, qualche fiocco di neve e nulla più, dov’erano finiti quegli inverni dei raccontati di mio nonno con mezzo metro di neve, gelate e giaggioli che pendevano dai tetti delle case? Quest’anno fa sul serio neve e gelo, galaverna e pozze d’acqua ridotte a una crosta di ghiaccio; a guardarla così la Bassa non si direbbe che tra un paio di mesi tornerà a rifiorire a dar vigore al grano, intorno al fiume il panorama più che di pianura padana sembra una tundra artica. IMG_6222

C’eravamo abituati bene, sgusciavamo fuori dall’inverno senza fatica, senza accorgerci che “esiste” la natura con le sue leggi, quelle leggi in gran parte infrante dall’uomo. Neve e gelo provocano disagi, rallentano la corsa frenetica, ma in fondo chiedono solo prudenza e un poco di fatica a noi umani, mentre per gli animali selvatici la situazione è ben diversa.  Inverni come questo mettono a dura prova gli abitanti invernali della “pianura selvaggia”, svernare è difficile, è una lotta per la sopravivenza per molti animali e uccelli, tanti non proprio abituali della pianura, ma venuti a popolare le ripe e i piccoli boschi che coronano il fiume attratti dagli ultimi miti inverni si ritrovano ora a fare i conti con temperature nordiche. In questi giorni ho visto un airone bianco volare quasi a rallentatore tra i rami orlati dalla galaverna, era alla ricerca di una piccola preda e la preda a sua volta era alla ricerca di un chicco di grano difficile da scovare tra ghiaccio e neve.pettirosso

Dinnanzi all’uscio di casa i pettirossi si son fatti audaci, squittiscono nervosi razzolando intorno alla ciotola del mio cane in cerca d’un avanzo, mentre merli neri come carbone e un codirosso spazzacamino stanno divorando gli ultimi acini avvizziti della vite canadese, quando la fame morde tutto diviene prezioso e sotto la spessa coltre di neve che s’è coricata è ben difficile trovare altro. Per aiutarli ho appeso alcune fette di lardo agli alberi del giardino per i pettirossi, gli scriccioli e le cinciallegre e delle fette di pane secco e spighe di panico per gli altri uccelli, una sorta di albero di natale o meglio una mensa per volatili senza fissa dimora.fiume Oglio

Lungo le coste, antico alveo del fiume, ci sono qua e là delle buche scavate da energici artigli che hanno rotto la crosta ghiacciata in cerca di lombrichi o altro, sono il segno della presenza di una famiglia di tassi che da anni vivono indisturbati in quell’angolo a cui nessuno bada, sono animali che vanno in un semiletargo, ma che durante l’inverno fanno sporadiche uscite spinti dal brontolio della fame. I numerosi fagiani che riempiono le notti fredde della Bassa con i loro richiami con le gelate si son fatti pigri e indolenziti, razzolano come grosse galline nei campi grattando con le zampe la terra gelata.lepre e gazza

Le lepri hanno assunto uno strano atteggiamento si muovono in branco da quattro o cinque, come lupi a caccia e in un qual senso a caccia lo sono davvero o perlomeno alla ricerca disperata di un ciuffo d’erba o altro di commestibile, in questo inverno glaciale si sono ridotte a sgranocchiare le cortecce dei salici di qualche ramo spezzato dal vento o dal peso della neve. Vita dura per quelli là fuori, gli animali veri e sicuramente non per il mio cane che gioca da giorni con il suo migliore amico ruzzolando nella neve sino allo sfinimento, tanto poi c’è cibo in abbondanza e la stufa accesa per accucciarsi.IMG_6156

Molti la fuori non ce la fanno, le giovani lepri dell’ultima nidiata, uccelli stanchi dalla migrazione, animali malati che finiscono nei banchetti delle cornacchie, opportuniste e onnivore che se la sanno sempre cavare. Ma sono tempi duri anche per i rapaci, per gli allocchi che nei giorni della merla iniziano il canto dell’amore e si sa per piacere alle femmine bisogna essere belli ed eleganti; questa settimana ho visto la poiana, regina dei nostri cieli invernali, contendere una carogna alle cornacchie. Il generale inverno non ha pietà, non fa sconti.neve 2

Vista da un’altra angolazione questa invernata dona paesaggi insoliti e struggenti, dipinti in bianco e nero dalle profondità velate, ricami di brina sui rami, orli di galaverna e lacrime di ghiaccio sulle foglie delle querce e poi la neve tanta come non si vedeva dall’inverno del 1985 che ha coperto i paesaggi piatti e infiniti di questa nostra Bassa antartica.

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.