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Cremona. Il museo civico Ala Ponzone ospita una grande mostra delle opere di Luigi Miradori, detto il Genovesino.  Le sue tele narrano di natura e invenzione nella pittura del Seicento nella grande pianura dove visse: a Piacenza ma soprattutto a Cremona.

Le grandi tele del maestro di origini liguri, emigrato in terra padana, sono esposte al pubblico in un elegante e didascalico allestimento  sino al 4 febbraio prossimo grazie all’impegno e il sostegno di molti soggetti pubblici e privati fra cui Cassa Padana.

Una cinquantina di opere scandiscono il percorso del maestro seicentesco: dagli esordi, all’ombra della “Lanterna” il faro di Genova, agli anni della Piacenza farnesiana, sino all’approdo alla città di Cremona, salpando dalla Lanterna per sbarcare sotto il Torrazzo.

La Cremona degli anni ’30 del Seicento sono per il Genovesino un salto di status sociale, grazie al rapporto di committenza con l’aristocrazia del governatore spagnolo don Alvaro  de Quiñones. Emege la sua grande abilità artistica, ritrattistica dall’iconografia inedita e rara, privilegiando gli aspetti della vita in formidabili varianti.

La mostra che ripercorre a tutto tondo la vita del grande artista, apre una prospettiva ampia sul panorama artistico del rinascimento che viaggia dal mar ligure alle vaste visioni della Lombardia spagnola.

La mostra è il fulcro delle celebrazioni per i 450° di Cremona per il compositore Monteverdi, nel secondo semestre di quest’anno. L’anniversario della nascita del divino maestro del melodramma è stata l’occasione per dedicare un tributo alla figura di un pittore, come Luigi Miradori detto il Genovesino, che è stato un indiscusso protagonista della scena artistica della Cremona seicentesca e del fervore artistico italiano di quei tempi.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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