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Cremona. Non v’è certezza che Luigi Miradori detto il “Genovesino” (1600? – 1656) sia nativo della città di Genova. Sicuro è che il pittore, uno dei protagonisti più estrosi e originali del seicento, si trasferì a Cremona dove passò la sua intensa vita artistica. Dei natali liguri gli rimase l’aggettivo aggiunto alla firma: “Januensis”, da qui il soprannome de il Genovese o Genovesino, e la prima formazione artistica.

La città di Cremona dedica, al suo illustre acquisito cittadino, una grande mostra che occuperà alcune sale del museo Civico Ala Ponzone: “ Genovesino, natura e invenzione nella pittura del Seicento a Cremona”. Dal 6 ottobre al 4 febbraio 2018, con il contributo di Cassa Padana e Fondazione Dominato Leonense. Inaugurazione venerdì 6 ottobre alle ore 18.

Mai oggetto di una mostra monografica, la figura del Genovesino sarà rivisitata in modo esaustivo nell’evento espositivo organizzato dalla Pinacoteca Ala Ponzone, nel quale opere provenienti da importanti musei italiani si confronteranno con i dipinti conservato in collezioni private, sia italiane che estere, econ le testimonianze lasciate dal pittore nelle chiese del territorio lombardo, in alcuni casi restaurate per l’occasione.

Una mostra che permette di seguire l’intera carriera artistica del Genovesino, apprezzando sia la sua interpretazione sempre innovativa dei temi sacri, sia le sue suggestive immagini realizzate per le collezioni private.

Nei suoi quadri è infatti immediatamente visibile la formazione genovese, però fortemente influenzata dalla pittura del Caravaggio. I suoi ritratti sono caratterizzati da una grande capacità di penetrazione psicologica; le scene sacre vengono tutt’oggi considerate tra le interpretazioni più intense e originali della pittura del seicento.

L’abilità del Genovesino sta infine nell’eseguire piccole figure, con un pittura vivace e connotata da una grande libertà inventiva, in grado di regalarci uno spaccato vividamente realista sugli anni subito successivi alla peste manzoniana del 1630.

Le tracce del Genovesino si possono trovare tutt’oggi a Cremona, non solo nei quadri presenti in Pinacoteca, ma anche osservando le grandi tele di palazzo Comunale e visitando la Cattedrale e le chiese che l’hanno visto all’opera e che tutt’oggi conservano questi capolavori.

Sarà così facile per il visitatore scoprire il carattere e la vitalità del Genovesino, che viene descritto come un uomo “allegro, bizzarro e faceto”, come fosse un personaggio dei suoi quadri. Si racconta che girava per la città con una berretta rossa in testa e la barbetta sul mento. Un autore che oggi è possibile scoprire attraverso le sue tele, i suoi dipinti, per la maggior parte nati e influenzati dal territorio cremonese.

La mostra è organizzata all’interno delle Celebrazioni Monteverdiane. Con il contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri – con il contributo di Regione Lombardia – con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività culturali del Turismo.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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