Cremona. Luigi Miradori, detto il Genovesino, protagonista della mostra a Cremona, ha il suo cuore nella Pinacoteca del Museo Civico Ala Ponzone, ma è una mostra diffusa sul territorio.

Proprio delle opere diffuse, che il pittore ha lasciato sul territorio cremonese, che sono dedicati i due incontri di martedì 7 novembre e venerdì 1° dicembre, alle ore 17, nella Sala Puerari del Museo Civico “Ala Ponzone”. Le due conferenze incentrate sui restauri realizzati in occasione della mostra Genovesino. Natura e invenzione nella pittura del Seicento a Cremona, aperta fino al 4 febbraio 2018, con il sostegno di Cassa Padana.

Si tratta di opere provenienti dalle chiese dei Santi Marcellino e Pietro a Cremona, di San Siro a Soresina, di San Giorgio a Casalbuttano e dal Museo del Seminario Vescovile. I lavori sono stati eseguiti grazie alla collaborazione della Diocesi, del Direttore dell’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici don Gianluca Gaiardi e dei parroci delle chiese che le ospitano. L’ispettore incaricato della Sovrintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per le Provincie di Cremona, Lodi e Mantova, Angelo Loda, insieme ai curatori della mostra Francesco Frangi, Valerio Guazzoni e Marco Tanzi, ha seguito i restauri compiuti.

Gli incontri, entrambi introdotti da don Gianluca Gaiardi e da Marco Tanzi, vedranno gli interventi restauratrici che hanno condotto il restauro dei dipinti. Laura Allegri, Alberta Carena illustreranno domani, martedì 7 novembre, gli interventi sulle tavole con il Martirio e la Gloria di Sant’Orsola e della tela con la Presentazione della Vergine al tempio dalla chiesa dei Santi Marcellino e Pietro a Cremona. A seguire, Sonia Nani interverrà sulla tela Madonna del Rosario tra i Santi Domenico e Caterina da Siena dalla chiesa di Casalbuttano e su quelle del Museo Berenziano con la Nascita e la Morte di San Carlo Borromeo.

Il 1° dicembre sarà la volta di Federica Cattadori e Mariarita Signorini, autrici rispettivamente degli interventi sulla tela di San Siro a Soresina, Miracolo del Beato Bernardo Tolomei, e sulla tavoletta recentemente “riscoperta” del Museo Berenziano con lo Sposalizio mistico di Santa Caterina.