Tempo di lettura: 3 minuti

Attori, musicisti, scenografi, registi, autori, tecnici, tour manager, danzatori, compositori, sound designer in dialogo tra loro nel “Giorno che verrà, in programma a cadenza periodica sul web e sui social dal 24 dicembre

I teatri sono ancora chiusi: i lavoratori dello spettacolo continuano a vivere un’odissea economica e professionale difficile ed estenuante. Dopo lo stop della scorsa primavera c’è stato un breve periodo di riapertura nel segno della massima sicurezza. Ma riduzione delle presenze, distanziamenti, igienizzazioni non sono bastati a impedire un nuovo blocco.

L’Oratorio San Filippo Neri, lo splendido spazio della Fondazione del Monte gestito da Mismaonda, dopo essersi sottratto nel primo lockdown al passaggio in streaming, è stato tra i primi a riaprire non appena si è potuto, anticipando all’inizio di settembre la ripresa della programmazione per dare un segno concreto di sostegno ai lavoratori in difficoltà e per riaffermare la centralità irrinunciabile dello spettacolo dal vivo.

Poi, come tutti, si è dovuto fermare e ora questo silenzio prolungato pesa. Quindi, pur mantenendo fede alla convinzione che uno spazio teatrale debba accogliere incontri tra attori, musicisti, danzatori e il pubblico in presenza, la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e Mismaonda hanno deciso di dare voce ai lavoratori dello spettacolo invitandoli a raccontarsi nello spazio che li ha visti in scena, in attesa “del giorno che verrà”. E proprio “Il giorno che verrà” è il titolo della rassegna che prende il via il 24 dicembre.A tutti è stato chiesto di raccontare il proprio mestiere.

Vedremo Paolo Fresu rievocare aneddoti mai ascoltati col suo assistente e produttore Luca Devito (il 6 gennaio); Alessandro Bergonzoni ragionare sul cambio di passo che impone il periodo con il suo regista Riccardo Rodolfi (il 31 dicembre); la cantante Roberta Giallo descrivere il rapporto tra la sua particolarissima voce e gli strumenti musicali con il musicista e compositore Valentino Corvino; Vittorio Franceschi narrare anni di carriera di drammaturgo e attore accompagnato dalle visioni scenografiche di Matteo Soltanto.

Gli Oblivion ricordano la nascita del loro gruppo canoro proprio al San Filippo Neri ed entrano nei segreti della creatività collettiva; Nicola Borghesi e Lodo Guenzi si intervistano reciprocamente sul senso di ciò che fanno mescolando gli aspetti più artistici con quelli pragmatici che pure fanno parte del loro lavoro.

Altri incontri, in attesa di essere ripresi, sono quelli tra la coreografa Simona Bertozzi e una giovane allieva; Marco Baliani e il figlio Mirto, musicista, compositore, sound designer, illustratore e dj; la compagnia Fanny & Alexander. Se poi il nuovo DPCM dovesse consentire ai teatri di aprire già a febbraio, questi stessi artisti saranno ospitati al San Filippo Neri in presenza.

Il primo filmato ad andare on air giovedì 24 dicembre sarà quello della Compagnia del Teatro delle Ariette che in vista del Natale riproporranno la ritualità di pranzi e cenoni conditi dall’ingrediente inedito che da anni è il successo dei loro piatti: il teatro. Ritratti a ruota libera per non smettere di parlare del mestiere di andare in scena, entrando nei ricordi, nelle dinamiche, nelle contraddizioni, nelle aspirazioni e anche nelle difficoltà in tempo di pandemia.