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E’ bello andare a Otavalo. I colori, i profumi, la gente mantengono quasi intatto il fascino di un mercato artigianale indigeno fra i piu’ grandi dell’America Latina. Non ë’ piu’ “puro’ come Zumbahua, ma l’effetto e’ forte, nonostante siano gia’ diverse volte che lo visitiamo.

Gli indios te lo leggono lontano un miglio che sei un gringos. Bisognerebbe contrattare il prezzo arrivando a dimezzarlo, pero’  io non sono capace e mi faccio bonariamente ”fregare”. Da Otavalo si esce sempre con grandi borse e borsoni stracolmi, anche se quest’anno mia moglie mi ha avvisato che se torno a casa con maglioni, magliette, sciarpe, amache me le tirerà dietro!

Terminata la bolgia di colori, persone e odori ci attende la festa alla Salinerita: messa afroecuatoriana, inaugurazione della cassa rurale, almuerzo e festa comunitaria. Pensiamo di rientrare alle 17 per incontrare a Cayambe Padre Pio, ma  tanto so che viaggeremo con le nostre due-tre ore di ritardo. In Ecuador e’ cosi”.

E’ il giorno di Antonio Piovani, diventato socio e addirittura vice presidente della caja e ahorro afro-ecuatoriana della Salinerita, si e’ prodigato in mille modi per dare alla cassa una sede adeguata.

Oggi la festa è tutta per lui.

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