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Pescarolo ed Uniti (Cremona) – Ho voluto scrivere queste righe dopo la toccante cerimonia, per l’inaugurazione di un monumento a Marco Balzarini, svoltasi nella piazza di Pieve Terzagni nel tardo pomeriggio di venerdì 22 luglio. Tra i discorsi di rito sono comprensibilmente mancate, per la grande commozione, le parole dei genitori Gian Emilio e Elena che siamo andati a trovare in un secondo momento, per parlare un pò con loro di Marco.

Il nostro obiettivo era sentire da loro chi era Marco, il vuoto che ha lasciato in famiglia e come hanno vissuto l’iniziativa degli amici.

Con l’inaugurazione si è un po’ riaperta una ferita, difficile da guarire, ma aiutati certamente in questo dall’importanza di capire quanto fosse benvoluto Marco, di fronte ad una piazza piena di gente. Persone che ci hanno dato anche la possibilità di scoprire la sua grande disponibilità ad aiutare, che noi non conoscevamo a fondo. Addirittura, uno dei tanti casi, un giorno finito il suo turno di lavoro e saputo di un amico che aveva avuto un malore, gli è stato vicino un pomeriggio intero, nel reparto di sala di rianimazione, per fargli compagnia . .” .

Come avete seguito la realizzazione di questo ricordo e quale effetto vi lascia quando passate dalla piazza?

“Dall’inizio i ragazzi ci hanno sempre informati sull’evolversi della loro iniziativa, in merito alla quale abbiamo sempre lasciato libertà di scelta. Così sarà anche per le scelte future, sia sull’utilizzo dei soldi avanzati, ai quali andrà aggiunta una donazione arrivata dai dipendenti dell’acciaieria, come abbiamo saputo dai rappresentanti della R.S.U. Certamente passando dalla piazza è inevitabile una punta d’orgoglio, per noi, ma pensiamo anche per tutti coloro che l’hanno conosciuto.”

In casa sentite un vuoto?

“E’ inevitabile, era troppo grande il suo umorismo e l’affetto che aveva verso di noi, a volte lo sgridavamo per la sigaretta e una volta, uscito quasi un po’ seccato, rientrò poco dopo per scusarsi e salutarci. Però aiutati dai nostri ricordi, la cassetta delle ceneri accanto alla sua foto, un piccolo spazio che abbiamo riservato alla piantumazione dei fiori che ci sono arrivati da chi ha voluto così ricordarlo, cerchiamo di superare la criticità del momento, pensando che chi l’ha investito sta soffrendo anche lui”.

Ringraziando Gian Emilio e Elena per la cortese chiacchierata, ritorniamo alla cronaca con una sintesi dell’inaugurazione del monumento. Per gli amici, che in prima fila si sono mossi per raggiungere l’obiettivo, Clara Zucchelli, Stefano Gelpi, Serena Boggiani e Fabrizio Lanzi che, in qualità di portavoce ha detto: “un doveroso ringraziamento va a tutti quanti hanno contribuito a raggiungere l’obiettivo, la famiglia che soprattutto ci ha regalato questo Marco e del quale tutti abbiamo avuto modo di conoscere il valore che dava, agli amici, alla famiglia e allo spirito di aggregazione, sintetizzato nel monumento, dalla panchina”.

“Un monumento – ha detto il Sindaco Cominetti – che non deve essere solo un inno a Marco, in quanto le persone vanno e vengono, ma un ricordo dei valori delle persone con cui abbiamo vissuto, che deve essere alla base del nostro pensiero, ed è guardando il monumento, pensando a questi valori, che riusciremo a crescere”.

E’ seguito lo scoprimento della scultura realizzata da Fogliata Omar in acciaio inox, con patinatura effetto bronzo, su disegni e modelli, proposti agli amici e poi realizzati anche in plastilina dalla moglie Lucini Sara. Nella proposta scelta gli amici, Marco è stato rappresentato con la sua grande passione per le freccette, sullo scudo una freccia al centro, sul contorno esterno la scritta “Sarai sempre al centro” e nella parte centrale “dei nostri pensieri”. Nella parte alta dello scudo una colomba in procinto di spiccare un volo verso il cielo.

Prima della benedizione Don Attilio, facendo riferimento a quanto scritto nella bibbia, sulle steli che erigevano gli uomini giusti, a ricordo di una particolare esperienza di Dio, perché la memoria va custodita. Un popolo senza memoria non ha futuro, indicando in questo spazio , non un semplice monumento, ma un luogo di aggregazione,uno spazio per custodire la memoria di Marco.  Abbiamo una vita da vivere nella quale lasciare, in un contesto dove tutto è banalizzato, un segno come ha lasciato Marco, non perché sia motivo di tristezza, ma bensì di speranza.

Dopo la benedizione, era Fabrizio a riprendere la parola per invitar prima Gian Emilio e Elena ad aprire il grosso scatolone accanto al monumento, un regalo-sorpresa voluto dalle zie e cugini che si concretizzava con la partenza verso il cielo di numerosi palloncini bianchi e poi tutti ad un ricco rinfresco, nel cortile delle x scuole, addobbato con bandiere striscioni a ricordo di un’altra grande passione di Marco, la sua amatissima Juventus.

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Giampietro Masseroni
Classe 1940. ex sindaco di Pescarolo, appassionato estimatore del proprio territorio, del quale conosce- e riporta- vita, morte e miracoli...

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