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Brescia. Ridurre la dispersione di acqua nelle reti grazie al satellite, non solo un obbiettivo, ma per restare in tema con l’evento sportivo dei Mondiali, un goal segnato da Acque Bresciane. Una tecnologia avanzata per salvaguardare il bene più prezioso per la vita.

A conclusione del Festival italiano dello sviluppo sostenibile, che si chiuderà il 13 giugno con un convegno alla Camera dei deputati, Acque bresciane ha deciso di rendere noti alcuni dati relativi ad un progetto di localizzazione delle perdite nella rete idrica avviato lo scorso 20 novembre e conclusosi sul finire del mese di gennaio 2018. Un lavoro sperimentale, pilota per l’appunto, “un goal”, messo a segno e reso possibile grazie alla collaborazione con la società israeliana Utilis e 2W Venture e che si lega strettamente ad uno dei 17 obiettivi indicati dall’Alleanza per lo sviluppo sostenibile: “Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico sanitarie.

In questa prospettiva di “sostenibilità” è facile comprendere quanto sia stato importante avviare la ricerca perdite su una porzione di territorio di circa 700 km di rete tramite il nuovo sistema “satellitare”, in affiancamento al sistema tradizionale di auscultazione geofonica. Si tratta di una nuova tecnologia per contrastare il fenomeno delle perdite occulte dalle reti idriche, ovvero quelle nascoste e che non si manifestano con fuoriuscite visibili d’acqua, spesso presenti nelle reti di distribuzione.

Il nuovo sistema di ricerca, particolarmente sofisticato e tecnologicamente avanzato, permette infatti di ridurre notevolmente i tempi di indagine e una precisione ancora maggiore nell’individuazione delle perdite dai tubi interrati, dimostrando concretamente a quale livello di beneficio possa condurre l’applicazione di tecnologie all’avanguardia.

Essa si basa sulla stessa tecnologia utilizzata per cercare l’acqua su altri pianeti mediante un algoritmo e di una scansione del sottosuolo. Le immagini sono acquisite dal satellite Alos-2, gestito dalla Japanese Aerospace Exploration Agency (JAXA), in orbita circa 650 chilometri sopra la terra, e utilizza segnali elettromagnetici con una lunghezza d’onda in grado di penetrare il terreno. La tecnologia Utilis, di cui 2f Water Venture è distributore in esclusiva per il mercato italiano, identifica le perdite negli acquedotti analizzando immagini satellitari con un risparmio significativo in termini di lavoro confrontato ai metodi attuali di ricerca delle perdite. Il sistema, utilizzabile sia di giorno, sia di notte e in qualsiasi condizione meteo rileva alcuni parametri qualitativi caratteristici dell’acqua potabile.

Entrando nel merito delle indagini e delle conseguenti operazioni, sono state individuate e riparate 42 perdite su 18 Comuni scelti come “pilota”, con una stima di oltre 550.000 litri al giorno risparmiati. Per quantificare meglio si potrebbe immaginare il riempimento (su 5 giorni) di una piscina olimpionica. In questo senso anche su base annuale, il risparmio ammonterebbe a circa 200.000 metri cubi di acqua.

Per implementare questi risultati Acque bresciane, fra le prime in Italia, si sta dotando di un approccio metodologico e scientifico utile a individuare le zone prioritarie in cui svolgere la ricerca perdite ivi compresa la graduale “distrettualizzazione” quale ulteriore contributo alla ricerca di perdite. I cosiddetti bilanci di portata di distretto monitorati da Acque Bresciane hanno consentito, ad esempio di ottenere un report aggiornato in tempo reale sull’andamento delle portate, così da poter agire in modo rapido su eventuali anomalie.

Una delle priorità cui stiamo cercando di adempiere è senza dubbio  la gestione efficace della risorsa idrica e al contempo l’oculata manutenzione nonché adeguamento del patrimonio infrastrutturale” – dice Paolo Saurgnani, direttore di Acque Bresciane “soprattutto se si considera la mission  a cui è stata chiamata ad operare la società, anche sulla scorta delle linee avanzate dall’attuale Consiglio di Amministrazione e del potenziale tecnico su cui la società può fare affidamento”.

A questo proposito è certamente interessante la testimonianza dell’Ing. Sonia Bozza, responsabile dell’esercizio SII dell’area Ovest, la quale, delineando il percorso tecnico avviato per giungere a tali risultati, afferma: “la tutela della risorsa idrica passa anche attraverso una moderna e aggiornata interazione fra strumenti tradizionali e innovativi senza la quale difficilmente riusciremmo a coniugare efficienza, prontezza nella risoluzione dei problemi, attenzione verso l’ambiente.” 

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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