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Brescia – “Il gusto del Garda – Luoghi, prodotti, ricette”, volume enciclopedico per lo spessore documentaristico ed estetico e per i contenuti espressi in un elegante tomo di notevole pregio, manifestato in un esplicito nesso conduttore, è disponibile per le edizioni della “Compagnia della Stampa” in quel formato proporzionato ad atlante che, già nella sua copertina, esplode nei colori della geografia alla quale l’autore, Massimo Ghidelli, dedica un lavoro bilingue, sviluppato con attenzione certosina.

Quella geografia che si fonde nella cultura del luogo considerato, attraverso una particolare soluzione di studio, di presentazione e di argomentazione pratica delle tipicità riscontrabili nelle zone del lago di Garda che è diffusamente dettagliata in poco più di duecento pagine illustrate, con i testi in lingua inglese a fronte di quella italiana, per un compendio inerente soprattutto quella gustosa tradizione enogastronomica locale alla quale la stessa tematica risulta particolarmente ispirata.

Il gusto del GardaLa scommessa, della sostanziosa pubblicazione, travalica il limite del tempo della sua edizione, per attestarsi a possibile volume da collezione, fattibile per conservare, al di là degli anni, il proprio innegabile valore, oltrepassando pure il valico lessicale che, a volte, può scaturire da una difficoltà di comprensione, derivabile dal non parlare la stessa lingua dell’autore, qui utilizzata per documentare un ingente bagaglio culturale che invece, risulta apportato, mediante il contestuale uso dell’idioma internazionale scelto per l’ormai sua assodata diffusione, nel taglio pragmatico e divulgativo di un riuscito strumento editoriale espresso, in questo caso, nel concomitante doppio registro linguistico di un’accurata trattazione.

Il libro è vettore culturale per l’eccellenza della sua particolareggiata esposizione che, funzionalmente, coniuga le caratteristiche di una rinomata zona alla quale è riconosciuta una grande considerazione, per il suo prestarsi ad ambito valorizzato da più di una vocazione, imperniata non solo sull’indotto del turismo, ma anche su quanto deriva dalla pregressa tradizione produttiva, percepibile in più di una connotazione, a proposito della quale, dal suo stesso passato, deriva una radicata diramazione, pure evidenziabile a crocevia di culture avvinte in una stratificata e conclamata frequentazione.

E’ questo il contesto a cui, fra l’altro, pare alludere l’autore scrivendo, nell’insieme di altre considerazioni, stemperate ad affresco del mosaico gardesano percepito nella varietà delle sue relative localizzazioni, pure legate al permanere di vicende che, dalla storia, il tempo presente riceve a posteriori: “Ascoltiamo la gente. Il parlato locale si mescola alle lingue degli stranieri; gente indaffarata, turisti con la cartina in mano, signore che escono dai negozi di moda e ragazzini che tornano dalla lezione di vela. Tutto rende l’idea di modernità, freschezza, serenità. A chi mai verrebbe in mente che qui, un tempo, circolavano i briganti?”.

Il riferimento accennato, relativo al brigante “Zanzanù” di Gargnano che, fra le curiosità del libro, si trova esplicitato, si pone nell’articolata gemmazione delle caratterizzazioni della litoranea e dell’entroterra del lago più grande d’Italia, individuate secondo l’ideale procedere di un viaggio, ipotizzato nel percorso dell’intero bacino lacustre del quale se ne immagina la piacevole fattibilità del periplo dell’intera sua estensione d’acqua, percorrendo il circuito stradale che, nel suo frastagliato perimetro, fedelmente l’accompagna.

Un “giro del lago”, comprensivo del concetto di una partenza, suscitato come idea posta ad inizio della pubblicazione, e di un arrivo, inserito invece, al termine delle sue piacevoli pagine, connesse fra loro in una interessante successione, è uno fra gli aspetti considerati da Giuseppe Ambrosi, presidente della Camera di Commercio di Brescia, nella sua introduzione al libro che, a pagina sette, accoglie il lettore: “In questo libro, Massimo Ghidelli illustra come un viaggio diventi la metafora di un nuovo modo di fare turismo: ci stimola a ricercare, essere curiosi, spingere noi stessi a capire il perché e il percome di vari prodotti e, dentro di essi, a conoscere le storie (piccole e grandi) di uomini, vite, esperienze. Un viaggio nel gusto, una ricerca personale, l’orgoglio della nostra capacità di fare, trasformare e ricercare. Un viaggio nei prodotti, nella cucina, nel gusto. Un viaggio nell’Italia intraprendente e moderna che qui vogliamo rappresentare”.

Nella prospettiva della manifestazione internazionale dell’ Expo di Milano che, nel 2015 collima nel lungo periodo dei giorni compresi dall’inizio maggio alla fine ottobre, attraverso un importante evento espositivo dedicato all’approfondimento globale dei temi improntati all’alimentazione ed alla nutrizione, nell’ottica, pure favorita da un contesto di conoscenza, di confronto e di condivisione, di una ricerca di innovazione a favore di uno sviluppo planetario sostenibile, il vertice dell’ente pubblico bresciano per il sistema delle imprese, scrive pure nell’accennata sua introduzione: “In tempi di Expo risaltano i temi della salute alimentare, il confronto fra esperienze di gusto, le esigenze di sostenibilità che mescolano tradizione e futuro e originano soluzioni inedite. Anche il microcosmo gardesano è uno spaccato dell’Italia, con esperienze artigianali e agricole fortemente legate al contesto produttivo locale e produzioni di più ampia scala, bene affermate sui mercati internazionali”.

Formaggio del GardaIn pratica, il viaggio, individuato come possibile opportunità di sperimentazione circa quanto nel libro risulta pure diffusamente spiegato, si immette a modo di itinerario conoscitivo attraverso un chiaro ed un schematico metodo narrativo che è a snodo tematico dei numerosi capitoli della pubblicazione, rispettivamente afferenti la produzione olearia, la pesca, “l’asparago bianco di Rivoli”,“il marrone di San Zeno”, “il broccolo di Torbole”, i capperi, la carne salada, “le susine di Dro”, i tartufi, le distillerie, le limonaie, le specialità vinicole, “lo zafferano di Pozzolengo”, i cedri e le cedrate, come pure i formaggi “Monte Veronese”, “Tombea di Valvestino” ed il “Grana Padano”.

Da questi prodotti ne discendono le molte ricette divulgate nel volume con capillare chiarezza espositiva, per il tramite del contributo di diversi specialisti del settore che, in ambito culinario, apportano, della tipica gastronomia gardesana, una concreta varietà di documentate esperienze della propria qualificata categoria, nelle persone, in ordine sparso, di Stefano Goller, Carlo Bresciani, Renato Azzi, Fabio Mazzolini, Giorgio Gioco, Giancarlo Zanolli, Michele Bontempi, Wanda Perotti, Maria Cozzaglio, Sergio Demonti, Riccardo Camanini, Michele Bellamoli, Renato Bosco, Giuseppe Perolini e Luca Pasini, dei barmen Luca Zucchelli e Paolo Andreis, della “Associazione Italiana Barman e Sostenitori”, mentre un significativo riscontro alle varie informazioni, confezionate nell’ambito delle corrispondenti argomentazioni di contesto, è possibile, nel libro “Il gusto del Garda – Luoghi, prodotti, ricette”, grazie alla collaborazione dimostrata dagli esponenti della “Associazione Cuochi Bresciani”, della “Associazione Cuochi Trentini”, della “Associazione Cuochi Scaligeri” del “Consorzio Lago di Garda Unico”, del “Consorzio Lago di Garda Lombardia”, del “Consorzio Lago di Garda Veneto”, del “Consorzio Lago di Garda Trentino”, della “Comunità del Garda”, di “Alpe Garda”, della “Associazione Tartufai Bresciani”, della “Cedral Tassoni Spa”, del “Consorzio Tutela Grana Padano”, della “Cooperativa fra Pescatori Garda”, della “Cooperativa Valli del Sarca”, della “Distilleria Marzadro”, dello “Slow Food”, dei “Tartufai Veronesi Baldo Lessina”, delle “Terre & Sapori d’Alto Garda”, della “Tutela del Formaggio Monteveronese DOP”, della “Tutela del marrone di San Zeno DOP”, della “Tutela Olio Extra Vergine di Oliva Garda DOP”, delle realtà, rispettivamente in capo alla “Valorizzazione Asparago di Verona”, dello Zafferano Purissimo di Pozzolengo”, della “Strada dei Vini e dei Sapori del Garda”, della “Strada del Vino Bardolino DOC”, della “Strada del Custoza” e della “Strada del Vino e dei Sapori del Trentino”.

Questa ingente pluralità dinamica ed esperienziale, pari al laborioso ed al composito insieme delle tipicità valorizzate dall’uomo sulla base di una stretta aderenza territoriale, secondo un rapporto fra civiltà e paesaggio naturale, sembra faccia ispirare all’autore del libro, Massimo Ghidelli, quanto si legge nelle pagine iniziali della sua ricca pubblicazione, dove precisa, fra l’altro, in un invito alla conoscenza del Benaco che “L’armonia che avvertiamo intorno a noi è quella che il Garda fa avvertire dentro noi stessi. Le regioni Lombardia e Veneto e la Provincia Autonoma di Trento si affacciano su queste acque e riflettono tradizioni, storie e culture diverse, eppure unitarie. Anche nella cucina, la più semplice e la più culturale fra tutte le arti. Ed è proprio alla scoperta dei sapori del Garda, della sua cucina e dei prodotti tipici che noi partiamo per il nostro viaggio, in auto, in moto, in bici”.

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Luca Quaresmini
Ha la passione dello scrivere che gli permette, nel rispetto dello svolgersi degli avvenimenti, di esprimere se stesso attraverso uno stile personale da cui ne emerge un corrispondente scibile interiore. Le sue costruzioni lessicali seguono percorsi che aprono orizzonti d’empito originale in sintonia con la profondità e la singolarità delle vicende narrate.

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