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Verona. “L’abbiamo intitolata Il Jazz Domani, ma si poteva chiamare anche: Largo ai giovani!, poiché la quinta edizione de La Città del Jazz 2019-2020 ospiterà gruppi di giovani musicisti che frequentano il Dipartimento Jazz dei Conservatori di Musica.” Parole di Mario Pezzotta che presenta la nuova edizione che dal 21 novembre 2019 al 16 aprile 2020 per cinque serate porterà il jazz al Teatro Camploy co-organizzate con la Big Band Ritmo Sinfonica “Città di Verona”.

Negli ultimi anni lo studio delle musiche improvvisate, popolari e jazz si è fatto strada nell’ordinamento dei Conservatori italiani, ritagliandosi un ruolo importante. La condivisione di spazi e istituzioni con i percorsi di studio classici è senz’altro una ricchezza e un chiaro segno di continuità e comunanza tra quelle che sono diverse espressioni musicali della stessa cultura.

Sembra quasi una contraddizione che una musica come il jazz, dalle origini umili e dallo sviluppo spontaneo, possa essere insegnata nei Conservatori. Lo è se si pensa che l’espressione artistica personale non richieda rigore nella pratica, possa prescindere dalla tecnica, o possa innovare senza avere coscienza della tradizione. Non lo è per chi condivide lo spirito di questa frase, pronunciata dal grande sassofonista jazz Lee Konitz: “Il modo migliore di prepararsi è quello di non prepararsi affatto. E ci vuole tanta preparazione per riuscirci”.

Big Band Ritmo Sinfonica “Città di Verona” nasce nel 1946 come banda cittadina, ma è nel 1975, grazie alla direzione artistica affidata a Mario Pezzotta, trombone solista dell’orchestra del Teatro “Alla Scala” di Milano ed insegnante al Conservatorio di Verona, vengono inseriti brani del repertorio musicale afro-americano, dapprima ad affiancare e poi a sostituire quasi del tutto le marce e gli abituali pezzi di musica classica ed operistica. Per la prima volta un complesso a Verona esegue la musica jazz.

Il programma:

Giovedì 21 novembre, inaugurano La Città del Jazz , la Big Band Ritmo Sinfonica “Città di Verona” che, con Daria Toffali alla voce, presenterà il disco, recentemente inciso, dedicato alla bossa nova. A  seguire, ascolteremo Cristina Mazza, Stefano Benini e Bruno Marini che, con il loro gruppo Blow-up, presenteranno un nuovo e originale lavoro.

Il calendario proseguirà il 16 gennaio con il gruppo jazz del conservatorio di Verona e il quartetto di Andrea Pimazzoni, vincitore nel 2017 del premio Zorzella; il 13 febbraio toccherà ai giovani del conservatorio di Adria, seguiti dalla Future Orchestra di Luca Donini, jazzista e docente di conservatorio; il 19 marzo saliranno sul palcoscenico i jazzisti del conservatorio di Vicenza e la Sax Dreamers Jazz Orchestra di Rizzardo Piazzi, un quintetto formato da soli sax; il 16 aprile, a conclusione della rassegna, il gruppo jazz del conservatorio di Trento e Giordano Bruno Tedeschi e la Ritmosinfonik Jazz Lab, altra formazione di giovani musicisti.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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