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Calvatone, Cremona. Perché parlare di lupo in pianura? Perché la sua espansione sta interessando le zone ancora non abitate da branchi e sempre più spesso anche alcune aree di pianura: vi sono osservazioni certe di lupo nel parco del Ticino e nella pianura parmense, sancisce la capacità del Parco di svolgere il ruolo di corridoio ecologico tra Alpi e Appennini. Ecco di cosa si parlerà con Mauro Belardi venerdì 17 novembre alle ore 21 presso la sede del Parco Oglio Sud a in piazza Donatore del Sangue, 2 a Calvatone.

Per assicurare una convivenza stabile tra il lupo e le attività economiche tradizionali, sia nei territori dove il lupo è già presente da tempo, sia nelle zone in cui il processo di naturale ricolonizzazione è attualmente in corso. Per diffondere la conoscenza della specie, sfatare falsi miti e credenze e incentivare la tolleranza nei confronti del lupo, così da garantire la conservazione di questo importante animale.

All’inizio del secolo scorso, infatti, il lupo era presente su gran parte del territorio italiano. Successivamente, a causa della distruzione dell’habitat, della contrazione della distribuzione e dell’abbondanza degli ungulati selvatici e della persecuzione diretta da parte dell’uomo nei confronti della specie, la popolazione italiana di lupo è andata incontro ad una fase di forte declino.

All’inizio degli anni ’70 la popolazione della specie in Italia ha raggiunto il suo minimo storico, arrivando a contare un massimo di 100 individui concentrati in piccoli nuclei isolati nell’Appennino centro-meridionale. A partire dall’inizio degli anni ’80, la popolazione di lupo inizia a riprendersi e a ricolonizzare l’arco appenninico verso Nord.

Questo processo è riconducibile all’elevata capacità di dispersione e versatilità ecologica del lupo, al progressivo abbandono delle zone rurali da parte dell’uomo, alla conseguente ripresa delle popolazioni di ungulati selvatici e all’adozione di politiche nazionali e internazionali di conservazione atte a proteggere la specie.

Attualmente l’areale italiano del lupo comprende tutta la catena appenninica e le Alpi occidentali, con presenze e casi di riproduzione segnalati anche nei settori alpini centrale e orientale. La colonizzazione dell’arco alpino è dovuta all’espansione della popolazione appenninica ed è ancora in atto con un flusso di individui in dispersione da Ovest verso Est.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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