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Verona. Sui monti veronesi della Lessinia la presenza del predatore per eccellenza: il lupo è oramai una certezza, nonostante la pressione di coloro che ancora oggi lo vorrebbero estinto o relegato come “cattivo” nelle favole. Nel frattempo in queste settimane una foto-trappola ha immortalato un cucciolo, un bellissimo lupacchiotto dell’ultima cucciolata nata sui monti veneti. Lo si vede chiaramente in un video pubblicato su Youtube da Life Wolfalps.

Il lieto evento è stato accertato  nei giorni scorsi grazie all’attento e costante monitoraggio svolto dal personale del Corpo forestale dello Stato, Life Wolfalps e anche dai cittadini. Coordinato a livello alpino, il monitoraggio del branco della Lessinia prevede la raccolta di dati e indici di presenza attraverso tecniche quali lo snow-tracking, la documentazione di carcasse di ungulati selvatici e domestici, wolf howling, la raccolta di campioni biologici per analisi di genetica molecolare. E l’ utilizzo di foto-trappole.luna e lupo

E’ un lavoro sistematico, quotidiano, spesso frustrante e difficile, data l’elusività della specie. Ma è un lavoro essenziale per studiare le dinamiche e fornire dati utili per la gestione. Soprattutto nelle aree di recente colonizzazione come la Lessinia. Ma una sorpresa, come la nuova cucciolata, ripaga di tutti gli sforzi.

Nonostante sia ancora nella leggenda popolare la pessima reputazione della specie, il lupo è protetto dalle normative nazionali e comunitarie. Svolge un importante ruolo al vertice della piramide alimentare nell’ecosistema alpino e pre-alpino. La dieta del lupo è costituita in media da circa il 90% da ungulati selvatici, con attacchi al bestiame domestico legati all’accessibilità dello stesso. Ad esempio le predazioni su domestico accertate nel territorio veronese nel 2014 ammontavano a complessivi 11 capi di cui uno sopravvissuto all’attacco.

Quest’ospite speciale, estremamente schivo ed elusivo, non rappresenta alcun pericolo per l’uomo e riuscire ad osservarlo in natura è un evento eccezionale e fortuito. Come testimoniano i dati relativi al restante territorio italiano, Appennino e Alpi occidentali, a fronte di diverse centinaia di animali presenti non è mai stato documentato nell’ultimo secolo alcun caso di aggressione neiconfronti dell’uomo.lupo

In Lessinia le attività di monitoraggio e vigilanza continuano al fine non solo di identificare geneticamente i nuovi nati, ma anche di seguire e tenere costantemente sotto controllo le attività del branco.

Il resto lo fa la natura, l’elevato tasso di mortalità dei cuccioli durante il primo inverno (circa il 60% -80% dopo il primo anno di vita) e la naturale propensione all’allontanamento dal nucleo originario, consentono al branco di autoregolarsi numericamente. Infatti, i giovani generalmente rimangono nel nucleo famigliare fino a 1-2 anni di vita, aiutando i genitori ad allevare i nuovi nati e apprendendo dagli adulti le tecniche di caccia e i moduli comportamentali per la vita di branco, fino al raggiungimento dell’età adulta e del conseguente distacco da esso.  Percorrono allora anche diverse centinaia di km alla ricerca di un territorio libero da occupare e di un individuo di sesso opposto con cui fondare un nuovo branco. Alcuni esemplari conducono invece una vita solitaria, come il caso di M24 presente da diversi anni in Trentino-Alto Adige.

 

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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