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Buon viaggio ai veneziani che vanno a riprendersi le terre che erano loro. Così un amico e collega mi ha augurato buone vacanze qualche giorno fa. A me, a Massimo mio marito e alla nostra barca a vela di 9 metri e 30 anni di mari, Zara.

Da qualche anno, ferie permettendo, siamo sulla rotta della IVª crociata. Rotta di Levante che ci ha già portato dal Peloponneso alle Sporadi, dalle Cicladi al Dodecanneso, e giù lungo la costa della Turchia, per poi risalire nel mare greco e, fra pochi giorni, Rodi, Karpathos, Creta, e poi chissà dove.

Qualche anno fa la meta principale è stata il Peloponneso. Dopo aver navigato la Dalmazia, il Montenegro, l’Albania, le isole dello Ionio con sosta più lunga nell’amata Meganissi, di fronte a Skorpios, sono giunti i giorni dell’Egeo.

In navigazione

Dopo essersi lasciati alle spalle la foscoliana Zacinto, – dove, a sud c’è la più grande area di nidificazione nel mediterraneo delle tartarughe marine Caretta Caretta – abbiamo fatto rotta verso le inquietanti Strofadi, due scogli a sud, nel mezzo del mare, con una piccola laguna inaccessibile alla maggior parte delle barche, in teoria anche a Zara che pesca solo 1 metro e mezzo.

Le Strofadi sono due scogli abbandonati, cantati da Dante, parte del parco naturale di Zacinto, con un monastero fortezza alto tre piani. Si dice che ancora un monaco, forse, ci abiti. Ma attorno a noi non percepiamo soffio di vita umana. Solo mare e scogli.

Nonostante la difficoltà, abbiamo pericolosamente deciso di fare slalom fra le rocce affioranti, lui al timone e io a prua a controllare. Abbiamo buttato l’ancora in due metri d’acqua. Ci siamo immersi in acque azzurre e verde chiaro. Abbiamo salutato il maestrale che, puntuale, verso l’una si è alzato, e ci siamo rimessi in navigazione. Altre 30 miglia ci separavano dalla meta. Primo dito del Peloponneso, porto di Kypirissia.

Buon vento sui 20 nodi, quasi di gran lasco, randa con una mano di terzaroli e fiocco. Una navigazione nel nulla durata molte ore, più del previsto. Non abbiamo incontrato né barche come noi né navi di passaggio. Solo mare, sole, vento. Purtroppo siamo arrivati davanti a Kypirissia con il buio e abbiamo imparato la prima lezione greca.

Non dare nulla di scontato, perché qui, i porti sono segnati con un lumicino. Non è stato facile, con il vento che ancora galoppava alla grande, il mare grosso e un temporale che incuteva sopra le nostre teste, individuare le luci rosse e verdi della stretta entrata di questo porto. Alle dieci di sera, finalmente, eravamo all’ancora. Tortellini in brodo e patate lesse la ricompensa della lunga giornata.

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Macri Puricelli
Nata e cresciuta a Venezia, oggi vivo in mezzo ai campi trevigiani. Fra cani, gatti, tartarughe, tre cavalle e un'asina. Sono laureata in filosofia e faccio la giornalista da più di trent'anni fra quotidiani e web. Dal 2000 mi occupo della comunicazione on e offline di Cassa Padana Bcc e dallo stesso anno dirigo Popolis. Quanto al resto...ho marito, due figli e tanti tanti animali.

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