Un anno in fuga” ha battezzato il 2015 l’organizzazione umanitaria Medici Senza Frontiere, calcolando che siano stati circa 60 milioni le persone in fuga da guerre e povertà. Una cifra da brivido se solo ci fermiamo un attimo a pensare che quel numero è composto da donne, uomini e bambini con un carico di sofferenza pari solo all’ultimo conflitto mondiale.

Una marea umana vulnerabile in cerca di salvezza che avrebbe bisogno di una risposta immediata, di canali vigilati per scongiurare le violenze e la morte in mare o nei deserti, garantire un’accoglienza adeguata e una sicurezza ai paesi ospitanti. Ma trova impreparato il continente Europa.MSF146597

Mentre i ricchi paesi nordici chiudono le frontiere nel Mediterraneo si continua a contare le vittime dei naufragi. 700 i bambini morti nello scorso anno, uno di loro, solo uno, si chiamava Alyan ed ha commosso il Mondo. La fuga non si ferma e continua anche ora nonostante le avverse condizioni del mare e del freddo.

A far fronte alla tragedia e alla inadeguata risposta della Comunità Europea sono in azione le organizzazioni umanitarie, tra le tante Medici senza Frontiere che a partire dallo scorso maggio, ha avviato per la prima volta attività di ricerca e soccorso in mare, a bordo di due navi la MY Phoenix  e la Bourbon Argos.

Un’operazione decisa in via straordinaria per far fronte al drammatico aumento di persone recuperate (e decedute) nel Mediterraneo. A giugno si è aggiunta una terza nave, la Dignity I.

– Non possiamo porre fine alle guerre e alla miseria che costringono le persone a lasciare i loro paesi d’origine – dichiarano i responsabili di dell’operazione nel Mediterraneo di MSF – ma possiamo fornire assistenza e  ridurre il numero di morti. Le nostre équipe nel Mediterraneo stanno lavorando per salvare vite, finché la situazione non sarà adeguatamente e umanamente affrontata dall’Unione Europea.MSF

Da quando le nostre operazioni in mare sono partite, le tre navi Phoenix, Bourbon Argos e Dignity I hanno salvato  20.129 persone,  soccorse in oltre 120 operazioni di ricerca e soccorso effettuate, sono uomini, donne  e bambini.-

Un’operazione coraggiosa, anche dal punto di vista finanziario, con cui i volontari di MSF hanno messo in campo, anzi in mare.  -Da parte nostra, non abbiamo dubbi sulle nostre priorità per il 2016: continueremo a chiedere all’Unione Europea e ai suoi stati membri di garantire alle persone in fuga canali di migrazione legali e sicuri e di offrire condizioni di accoglienza dignitose alle frontiere di terra e di mare.- ha dichiarato Loris de Filippi, presidente di MSF Italia.

Fino a quando l’UE non trasformerà le sue promesse in fatti, MSF continuerà a portare avanti operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo, oltre a fornire assistenza medica a rifugiati e migranti che arrivano in Europa. A loro, e alle persone che in tutto il mondo sono costrette a fuggire.

L’Unione Europea deve dimostrare che può fare la differenza nel salvare vite in mare, offrendo alternative sicure a queste pericolose traversate sui barconi. E’ quanto affermano i volontari di MSF e sono pronti anche per l’anno che sta iniziando a riprendere le operazioni nel Mediterraneo centrale, qualora l’Unione Europea e i suoi Stati membri non riusciranno a proteggere la vita delle migliaia di uomini, donne e bambini, che nei prossimi mesi saranno costretti ad abbandonare i paesi che si affacciano sul Mediterraneo per raggiungere l’Europa.

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.