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Ragazzola di Roccabianca (Parma). Sabato 4 febbraio alle ore 21.15, presso il Teatro di Ragazzola, si svolgerà lo spettacolo “Mio Eroe“, di e con Giuliana Musso, con la complicità di Alberto Rizzi, ispirato alla biografia di alcuni dei cinquantatré militari italiani caduti in Afghanistan durante la missione ISAF, con la voce delle loro madri. Scene e assistenza a cura di Tiziana De Mario, musiche eseguite da Andrea Musto, direzione tecnica diClaudio “Poldo” Parrino, organizzazione di Miriam Paschini, produzione La Corte Ospitale.

Giuliana Musso dà corpo e voce alle madri dei soldati morti, in una resa scenica dolorosa e commovente, che si fa anche testimonianza etica e politica. Le madri non raccontano la morte dei figli ma la loro vita: la nascita, i primi mesi, l’infanzia, l’adolescenza. Ne ridisegnano il carattere, il comportamento, gli ideali costruendo un altare di memorie personali che trabocca di un naturale amore per la vita. Le madri testimoniano con devozione la vita dei figli che non ci sono più e cercano parole e gesti per dare un senso al loro inconsolabile lutto ma anche all’esperienza della morte in guerra in tempo di pace.

Nell’alveo di questi racconti intimi, a tratti lievi a tratti drammatici, prende però forza e si fa spazio un discorso etico e politico. La voce stigmatizzata della madre dolorosa, da sempre sequestrata nello spazio dei sentimenti, si apre un varco, esce dagli stereotipi, e si pone interrogativi puntuali sulla logica della guerra, sull’origine della violenza come sistema di soluzione dei conflitti, sul mito della patria, del sacrificio dell’eroe e sul tema del valore della vita umana. Il dolore delle madri può superare la retorica militaristica che ci impedisce di ragionare sulla guerra quando siamo di fronte al feretro coperto dal tricolore e affonda con la forza dei sentimenti in una più autentica ricerca di verità.

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Silvano Treccani
Nato a Leno nel 1964 lavora presso Cassa Padana Bcc dal 1995. Le sue grandi passioni sono la musica, il cinema, la lettura e la corsa podistica. Rigorosamente in quest'ordine. E guai a cambiarlo.

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