L’attesa è il vero piacere. Gli istanti prima del suono della campanella, con zaini e sacche in spalla; i giorni prima degli esami e gli attimi di palpitazione per scrutare i risultati. La barca che si avvicina alla costa e già vorrei tuffarmi in mare. I giorni prima di Natale, un attimo prima di salire sul palco, i preparativi della festa. La settimana prima del matrimonio, i nove mesi prima di conoscere Elena…

L’attesa è il sale della vita. Le ultime settimane di luglio le vivo sempre come se fosse venerdì, il mio giorno preferito. Quando già assapori quell’aria frizzante del fine settimana ma è tutto ancora aspettativa, tutto ancora da vivere. E’ la dimensione del progetto, del desiderio, dei sogni.

Poi l’attesa finisce e bisogna vivere il momento. Ed è come se parte della magia svanisse. Sembra uno scherzo del destino, un tranello studiato apposta da non so chi per prendersi gioco dell’animo umano: “goditela fin che puoi, che quando sarà il momento non te ne accorgerai neppure!”.

Il momento, la vacanza, le giornate passano in un baleno e arrivi alla fine che pensi “ma è già tutto finito un’altra volta?” Meno male che quest’anno ho almeno le foto che testimoniano quante cose ho fatto e con quanta intensità! Così l’anno prossimo, a Luglio, sarà di nuovo trepidazione a smania di partire.

E’ il 18 Luglio e ho voglia di vivere le vacanze. Sono le giornate che dedico alla mia famiglia, a mia figlia, a mio marito. Stiamo tutti e tre insieme sul bagnasciuga, corriamo sulla sabbia. Io e Marco insegniamo a Elena a fare castelli di sabbia. Non potrei non amare le vacanze e le attendo ogni giorno come fosse venerdì. Ma so che poi tutto vola, fugge come un’onda.

Forse non dovrei vivere l’attesa così intensamente? E’ meglio non illudersi troppo, non caricarsi di aspettative o, in fin dei conti, anche sognare di vivere è vita stessa?

Un consiglio della psicologa, prima che venga il prossimo venerdì…