Ferrara. I detenuti prima o poi usciranno e verranno a vivere vicino a casa mia: come voglio che sia il mio vicino di casa? Sabato 11 febbraio alle 21 Ferrara Off ospita “Il mio vicino”, spettacolo prodotto dal Teatro Nucleo. Sulla base di una domanda tanto semplice quanto non banale, oltre che sull’esperienza artistica e biografica del regista Horacio Czertok,  impegnato dal molti anni nella conduzione del laboratorio teatrale interno alla casa circondariale a Ferrara.

– Spesso ci chiedono perché ci ostiniamo nel tenere vivo il laboratorio teatrale – racconta Czertok – Perché accettare la durezza che ogni giorno il carcere impone a noi come a tutti quelli che sono lì a fare la loro parte. Mi sono trovato a rispondere con un’altra domanda: voi come vorreste i vostri vicini? Per circa tre anni ho lavorato all’Arginone con Moncef Aissa, un cittadino tunisino detenuto. Insieme abbiamo fatto un buon percorso.il mio vicino - a ferrara off

Un bel giorno sono uscito da casa e chi ho trovato lì per strada in bicicletta? Moncef. Gli ho chiesto cosa ci faceva lì e se era scappato di prigione, mi ha risposto che era libero e che lì ci viveva. Sulla mia strada. A trenta metri da casa mia. Così è nato questo lavoro: sul filo del racconto delle tante cose che ci siamo trovati a vivere con il teatro nel carcere e che ci hanno fatto crescere, dalle poesia arabe alle risate di Totò, cose che vogliamo condividere per capirle meglio, perché solo nella condivisione si capisce di cosa siamo fatti per davvero –

Protagonisti di questo originale lavoro, presentato negli scorsi anni non solo in Italia ma anche in Germania, Ungheria, Spagna e Belgio, saranno dunque Czerok e Aissa, accompagnati in scena dalle musiche originali realizzate da Andrea Amaducci.

Il laboratorio da cui è nato lo spettacolo è sostenuto dal Comune di Ferrara, dal Coordinamento regionale Teatro Carcere e dalla Regione Emilia-Romagna. – La legge ci autorizza a partecipare al percorso trattamentale da normali cittadini – conclude Czertok -, che è poi quello che siamo in carcere, con l’autorevolezza che la nostra pratica ha guadagnato sul campo. Abbiamo pensato che se possiamo, allora dobbiamo farlo –ferrara off

– Siamo veramente felici di accogliere “Il mio vicino” – commenta Marco Sgarbi, tra i fondatori di Ferrara Off — Ci interessa poter proporre alla città contenuti che sappiano suscitare riflessioni sul presente che stiamo vivendo, stimoli che nascono in ambito locale e per questo sono capaci di coinvolgere il pubblico in una dimensione di prossimità.

Aperti allo stesso tempo su un panorama di questioni nazionali e internazionali che non si possono ignorare, domande urgenti che la nostra società è chiamata a rispondere. Un ulteriore motivo di soddisfazione è sviluppare ulteriormente, attraverso questo spettacolo, la collaborazione avviata con il Teatro Nucleo, nell’ottica di costruire a Ferrara una rete di soggetti attivi nell’ambito della produzione culturale sempre più interconnessa, propositiva e collaborativa –