Tempo di lettura: 2 minuti

Cremona. La Vittoria Alata venuta alla luce due secoli fa nelle terre cremonesi non smette di affascinare con il suo mistero. La copia, l’originale sembra persa il secolo scorso, riesumata dai magazzini vitt-alata_0sarà esposta al pubblico da sabato 21 novembre al museo archeologico San Lorenzo di Cremona, in occasione delle Celebrazioni Stradivariane.

Per l’occasione, sabato 21 novembre alle ore 11, “Il mistero della Vittoria Alata” con Marina Volontè Conservatore Museo Archeologico San Lorenzo. La Vittoria Alata resterà visitabile al museo sino al 6 marzo 2016.

La statua è avvolta dal mistero sin dalla sua scoperta, per non parlare del viaggio e delle varie sparizioni dell’originale, un enigma che corre tra Cremona, Berlino e Mosca.

Era il mese di marzo del 1836, quando in un campo nel territorio di Calvatone, in provincia di Cremona, fu casualmente rinvenuta una statua in bronzo di epoca romana raffigurante una Vittoria su globo. Il sito è quello dell’antica Bedriacum, una fiorente piccola città lungo il percorso dell’antica Via Postumia.

La statua, datata con precisione agli anni tra il 161 e il 169 d.C. grazie all’iscrizione dedicatoria agli imperatori Marco Aurelio e Lucio Vero, fu venduta alla Prussia nel 1841, restaurata e in seguito esposta al Museo di Berlino.

La copia cremonese risale al 1937, quando il Comitato per le Celebrazioni Stradivariane, tenutesi in quell’anno, volle farne dono alla città, a seguito della notorietà acquisita grazie alla presenza di un’altra copia, in gesso, alla “Mostra augustea della Romanità”, inaugurata a Roma nel settembre 1937.

Sin dal momento del ritrovamento, la Vittoria è stata protagonista di intricate vicende, che riguardano da un lato le circostanze della scoperta e l’interesse da parte di studiosi e collezionisti ottocenteschi, dall’altro la sparizione dell’originale dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale, e il ‘mistero’ riguardante la sua sorte. Alcuni la vorrebbero il qualche magazzino del Museo Pushkin di Mosca, i russi entrarono a Berlino, nel ’45.museo-San-Lorenzo

Il nuovo museo archeologico, inaugurato nel 2009, allestito nella prestigiosa sede della basilica di San Lorenzo e nella quattrocentesca cappella Meli, oltre a conservare ed esporre al pubblico la collezione archeologica del vecchio museo e arricchito dai reperti venuti alla luce negli scavi del parcheggio nella centrale piazza Marconi. Racconta con una nuova esposizione la storia della città di Cremona nei secoli, dalla fondazione in epoca romana nel 218 a. C. e nei secoli successivi, la storia delle genti del Po.

CONDIVIDI
Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Esegui l'operazione aritmetica prima di inviare *