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Pescarolo ed Uniti (Cremona) – Nella mattinata di sabato 13 gennaio i volontari dell’Associazione hanno appeso al portone del Museo del Lino due volantini: uno riguardante l’invito rivolto a tutti i cittadini a dare con la loro firma sostegno all’iniziativa dell’associazione nella vertenza con il Comune di Pescarolo e l’altro indicante la chiusura del Museo fino al 23 Maggio.

Diventa così inevitabile fare il punto della situazione con il coinvolgimento delle parti.

Il Sindaco Graziano Cominetti, da parte sua è molto sintetico: “Noi siamo arrivati a fare l’ennesima proposta e dal 13 dicembre siamo in attesa di una risposta, premesso che questa potrebbe essere motivo per sederci attorno ad un tavolo e parlarne. In sintesi”  – precisa lo stesso – ”si tratta di un contributo iniziale al quale possono aggiungersene altri in occasione di iniziative particolari”.

La chiusura annunciata tramite quel volantino appeso alla porta è la risposta alla proposta del comune?” Chiediamo al Presidente del Museo del Lino, Mariotti Stefana, “Non siete disponibili ad alcun dialogo in merito?”. “Il Museo” – precisa la stessa – ”ha dovuto adeguarsi alla situazione, considerato che il comune ha tolto tutte le utenze, riscaldamento, acqua, luce, telefono”.

A questo punto. purtroppo, non resta che attendere quale sarà la risposta dell’organismo superiore, il TAR.

Così abbiamo cercato, attraverso il nostro archivio “dalla stampa”, e precisamente da un articolo pubblicato da ”La provincia” il 16 marzo 1974, di fare una sintesi su come nacque l’Associazione che diede poi vita all’ipotesi di fare, unitamente alla Biblioteca Comunale, un Centro Culturale che potesse essere un importante riferimento per il territorio.

Fu un articolo a firma di Gianni Arisi, pubblicato sul giornale “EL FALO” nel 1967 e curato dalla Biblioteca Comunale, a dare la notizia che a Pescarolo si stava lavorando per la costituzione di un Museo. Infatti il dipendente Comunale Becchi Casimiro stava raccogliendo e salvando tutto quanto poteva essere utile a rappresentare 200 anni di vita e di lavoro a Pescarolo.

Una raccolta che si andava sempre più arricchendo, al punto da evidenziare la necessità di costituire un comitato che si prendesse a carico la gestione e la conservazione del materiale, oltre a farsi carico di chieder al comune la disponibilità di uno spazio apposito. Nel comitato entrarono a farne parte oltre al promotore Becchi, Giacomo Marchini, Gianni Arisi, Sergio Calda, Francesco Ferrari, Aldo Del Ninno. Fu grazie alla disponibilità dei fratelli Savaresi che il Comitato potè procedere alla semina di un terreno a lino con il quale si procedette poi a fissare in due filmati, interamente realizzati a Pescarolo, le varie fasi della lavorazione e che vennero poi proiettati nella serata del 17 marzo 1974 in sala consiglio.

Un importante riconoscimento all’iniziativa arrivò all’epoca, tra la soddisfazione dei volontari, dalla Camera di Commercio, sia con la divulgazione e la pubblicazione del lavoro fatto, sia con un contributo finanziario. Da allora Amministrazione Comunale, comitato fondatore e volontari hanno compiuto un lungo percorso che si avvicina ormai al mezzo secolo, almeno si spera possa arrivarci.

Inutile nascondere che l’Associazione, nel corso dei decenni, ha avuto nella composizione dei successivi consigli una chiara connotazione politica. A chi purtroppo fa di questo particolare un punto negativo, riteniamo vada evidenziato che tutti possono diventare soci del Museo e tutti possono entrare a far parte dei vari organismi. Certo bisogna crederci e impegnarsi attraverso la partecipazione, sia alla fase amministrativa che a quella pratica dei lavori, di catalogazione, conservazione e valorizzazione di tutto quanto è stato donato.

Ai componenti dell’attuale gestione sono da attribuire anche importanti impegni per quanto riguarda l’oratorio della Senigola e il mosaico della chiesa di Pieve Terzagni, oltre ad avere portato il Museo ad essere riconosciuto a livello regionale e entrato a far parte dell’Unione dei Musei etnografici, avere fatto pubblicazioni e convegni su vari argomenti.

L’elenco di quanto fatto è lungo e complesso e sono quindi più che giustificati i riconoscimenti a chi si è impegnato per dare a Pescarolo questo importante punto di riferimento culturale, e siamo certi che neanche l’Amministrazione Comunale intenda negare questi meriti. Però sono cambiate molte cose, tra queste le leggi in materia di finanza con vincoli che limitano l’attività amministrativa e, come l’Amministrazione si sta comportando con le altre associazioni, lo stesso vuole fare anche con il Museo.

Con l’auspicio di avere dato un contributo d’informazione, speriamo che il tutto si risolva nel migliore dei modi.

(Nella foto di copertina la sede della Proloco nel 1977).

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