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Brescia – Per i diffusi contenuti che lo contraddistinguono, il libro, “Appunti per il mio Novecento – Figure, percorsi e temi della letteratura italiana”, abbraccia idealmente tutta l’Italia, considerandone la lingua, quale immediato elemento d’avanguardia, che, nelle possibili dinamiche di un’interazione diluita su una scala planetaria, la rappresenta da subito in via prioritaria, per manifestare pure quegli aspetti culturali che risultano interpretati nella sua diversificata tradizione letteraria.

La cura e la passione, nel riferire a proposito di uno dei maggiori segmenti, fra genere e stile di scrittura, di tale eloquente patrimonio intellettuale, modellano alcuni fra gli aspetti costitutivi dell’autorevole proposta d’analisi sviluppata nel merito da Carla Boroni, docente di letteratura contemporanea all’Università Cattolica e, fra l’altro, anche autrice di una lunga serie di interessanti pubblicazioni che, in questo libro, trovano confermata l’eccellente qualità di una efficace abilità d’esposizione, applicata alla rispettiva materia trattata, nella colloquiale estrinsecazione di una coinvolgente intuizione.

In poco più di quattrocento pagine ce n’è per tutti i gusti, ovvero, in una trentina di capitoli, sono diffusamente disponibili i significativi spunti di lettura per quelle diverse sensibilità che possono trovare l’effettiva corrispondenza rispetto alle opere che vari esponenti di parte della letteratura italiana hanno messo in condivisione, attraverso la mediazione di una certa personale ispirazione che ha assecondato la musa di una specifica via di interpretazione della realtà da loro considerata, secondo distinti campi d’applicazione e mediante una propria predilezione argomentativa d’elezione.

copertina libro BORONISi tratta di “vita che si fa letteratura”: lo spiega, fra l’altro, l’autrice, nel motivare, con questo, anche la scelta del titolo del volume in questione, specificando nell’introduzione che “(…) In primo luogo è doveroso chiarire subito che non esistono, e non possono esistere, interpretazioni oggettive di una qualsiasi materia di studio. Non credo necessario spiegare il perchè, dopo innumerevoli considerazioni fatte sia a livello filosofico che letterario (per non dire fisiologico, cognitivo e, comprensivo di ogni possibile costruzione del reale, esistenziale) . E’ giusto quindi prendere atto e ammettere che ogni lettura e ogni interpretazione, letteraria e non, nasce necessariamente da un punto di vista. Che cerca di essere più o meno oggettivo, ma che inevitabilmente non riesce ad esserlo già solo per le scelte operate, sia di metodo che di raccolta dei materiali presi in considerazione.(…)”.

La varietà di idee, di mode e di tendenze, fra storiche contingenze e diverse altre forme di contestuali pertinenze, sono del secolo, interessato alla cospicua produzione letteraria presa in esame, la vibrante materia narrante che si affida tanto ad un qualificato discernimento accademico, quanto all’autenticità di una personale esperienza di sintesi che l’autrice attribuisce rispettivamente, nel primo caso, all’approccio critico di una “giustificazione” settoriale, inerente, cioè, l’identificazione del metodo letterario di volta in volta affrontato, e, nel secondo, ad una assimilazione cognitiva dello stesso, in una diretta ricaduta, invece, soggettiva.

In omaggio al proprio e, quindi, a quello altrui, legittimo e motivato, pensiero personale, anche questo libro, per quanto, di fatto, vada bene pure ad assolvere ad una esaustiva didattica sostanziale, appare ispirato a quell’intento divulgativo che è elasticamente sviluppato per il tramite di un fecondo approccio ideale, volto a riconoscere alla letteratura il lievito propositivo della potenziale fattibilità di una sua riconversione plurale, affidata, cioè, a chi ne sperimenta i termini originari nella complessità della propria sfera individuale.

A tale riguardo, l’autrice, scrive, fra l’altro: “(…) Le figure e i percorsi del mio Novecento letterario sono frutto di una scelta estremamente soggettiva. Una scelta che rivendico e che considero importante perchè mia nel senso più profondo del termine. Meditata e proposta dopo anni di insegnamento in scuole di ogni ordine e grado. Motivata e determinata dalle esigenze di un insegnare formativo, non cumulativo. Una scelta arbitraria, ovviamente, ma non gratuita. Come arbitrarie sono tutte le scelte che si giustificano solo in vista di uno scopo. (…)”.

Scopo di questo libro, pubblicato per la casa editrice milanese “Sefer Books”, è il promuovere la letteratura del Belpaese, fornendo, al medesimo tempo, l’edificante testimonianza di chi ha provveduto ad una ragionata selezione di opere, per ordinarle in quella istruttiva varietà d’insieme che, come spiega Carla Boroni, nel libro attiene ad una pratica compenetrazione di fonti, trattate nell’evocativa sistematicità storica che le trattiene.

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Carla Boroni

L’invito di questa ricca pubblicazione è che anche altri possano immergersi nei contributi letterari, sottesi alla visione impressa ai temi trattati dagli interpreti dei molteplici stili espressivi rispettivamente manifestati, per poter muovere la propria sensibilità verso quell’appropriazione culturale che è apportatrice anche di un arricchimento di consapevolezza riguardo la propria storia nazionale, di fatto, raccontata indirettamente da una serie di esponenti della letteratura, inseriti nelle palpitanti tensioni di una perdurante alchimia sociale.

Le opportunità per questo intelligente percorso deduttivo si pongono in ciò che l’autrice stessa pone in evidenza, circa questa sua opera da manuale dove non mancano le curiosità legate a più di una contingenza, come, ad esempio, nel caso dei capitoli “Il mondo dello sport nella letteratura del Novecento” e “La letteratura nell’era televisiva”, analogamente alle pagine, fra altre ancora, dedicate, invece, alla “Narrativa di consumo: il giallo”, fino a riservare spazio alla “Poesia dialettale” e, fra prosa e poesia, anche al tema annunziato a chiare lettere dal titolo “L’immagine della famiglia nella letteratura del Novecento”.

Una serie di riferimenti bibliografici correlano il volume di ulteriori sprazzi di illuminanti tracce per l’approfondimento di possibili trattazioni, incluse dalla testimonianza di altre pubblicazioni, dove, in modi e per vie diverse, possono ricondursi i vari aspetti del notevole lavoro effettuato da Carla Boroni nel suo “Appunti per il mio Novecento – Figure, percorsi e temi della letteratura italiana” dove: “(…) Nella prima parte sono tratteggiate in modo essenziale le figure più significative del Novecento letterario italiano e i percorsi dei principali movimenti all’interno di tale periodo. Nella seconda vengono invece presi in considerazione alcuni temi che intendono esemplificare il ruolo della scrittura novecentesca in contesti non strettamente letterari. Sono figure, percorsi e temi che rimangono nell’ambito della proposta perchè, ovviamente, l’intero panorama può essere preso in considerazione e ricostruito in molti modi diversi. (…)”.

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Luca Quaresmini
Ha la passione dello scrivere che gli permette, nel rispetto dello svolgersi degli avvenimenti, di esprimere se stesso attraverso uno stile personale da cui ne emerge un corrispondente scibile interiore. Le sue costruzioni lessicali seguono percorsi che aprono orizzonti d’empito originale in sintonia con la profondità e la singolarità delle vicende narrate.

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