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Ci sono progetti che nascono dalla sinergia e dalla forza d’animo di persone speciali, il Centro di chirurgia pediatrica di Emergency a Entebbe in Uganda è innanzitutto la storia di un incontro, quello tra Gino Strada, chirurgo e fondatore di Emergency, e Renzo Piano, uno dei più importanti architetti al mondo e Senatore della Repubblica Italiana.

Contribuirà a garantire un più ampio accesso a cure chirurgiche pediatriche per i bambini ugandesi e di tutto il continente. Il Centro offre cure chirurgiche specialistiche e non a bambini e ragazzi di età inferiore ai 18 anni affetti da malformazioni congenite, problemi urologici e ginecologici, anomalie del tratto gastro-intestinale, patologie del sistema biliare, cheiloschisi (come il labbro leporino, un problema che colpisce un neonato su 800) e altre patologie di pertinenza chirurgica più generale. Non rientra nei criteri dell’ospedale la chirurgia di urgenza. Anche nel Centro di Entebbe, le cure sono completamente gratuite, come in tutti gli ospedali di Emergency.

L’anima del progetto umanitario, alla “maniera e vocazione” di Emergency, trasuda da una commuovente lettera scritta da Renzo Piano:

“La storia di questo progetto è legata alla mia amicizia con Gino Strada, iniziata in un momento doloroso: la scomparsa di Teresa Sarti nel settembre 2009.  

Rimasi colpito dalla notizia, e immaginai il vuoto che lasciava la perdita di una compagna e una donna così straordinaria. Allora non conoscevo personalmente Gino, avevamo però alcuni amici in comune, a loro chiesi il suo indirizzo e gli scrissi una lettera. Non ricordo più esattamente le parole, ma lui mi rispose. E dopo qualche settimana parlammo al telefono.  

Una volta, una seconda, e poi ancora. Scattò subito un meccanismo di affinità elettiva: per qualche ragione le nostre due voci si incontrarono, e si riconobbero. Un giorno, cinque o sei anni fa, la nostra telefonata prese una piega diversa. Gino mi chiese: «Vorresti progettare un ospedale per Emergency in Uganda? Da tempo cercavamo il terreno, e ora l’abbiamo trovato a Entebbe. Un appezzamento vicino al lago Vittoria».  

Gli risposi di sì, senza chiedere altro. Mi aveva detto che si trattava di un luogo salubre: mi sembrò un’informazione sufficiente per accettare l’incarico.  

Poco dopo ci incontrammo qui a Punta Nave. La cosa che più mi colpì quel giorno fu una frase di Gino: «Voglio un ospedale scandalosamente bello». Quelle due parole accostate erano un programma perfetto, e una promessa: vi portiamo il meglio delle nostre competenze, con le strutture, le tecnologie, le risorse che sono necessarie. Come dice Gino, condividere i migliori risultati che abbiamo raggiunto è nostro dovere. Che si tratti di medicina, di chirurgia o di architettura. E c’era anche quell’aggettivo, bello, portatore di un’idea precisa di bellezza che condivido completamente. Come talvolta accade, abbiamo scoperto di dire la stessa cosa, usando linguaggi diversi.   

Ora che l’ospedale è finito, abitato e vissuto, mi piace salutarlo con quelle prime parole di Gino. E con la sua idea di eccellenza come forma di resistenza. Non ideologica, ma pratica, concreta e umana.” (Renzo Piano)

“Milioni di bambini muoiono ogni anno semplicemente perché non hanno accesso all’assistenza sanitaria. Mancanza di risorse? Mancanza di interesse per le sofferenze di molti? Mancanza di responsabilità sociale da parte del Governi? O tutto questo insieme?

 Qualunque sia la ragione, la domanda rimane: dobbiamo continuare a tollerare questo scandalo, o vogliamo fare ogni sforzo per salvare o migliorare la vita di milioni di altri esseri umani?

Facciamo tutti parte della comunità umana, siamo “uguali in dignità e diritti”, come affermato nella Dichiarazione universale dei diritti umani. Quando il “diritto alla vita” viene violato, non importa chi è la vittima: è un pezzo di umanità che si perde, per sempre. Chi soffre ha bisogno di una risposta adesso. Questo Centro di chirurgia pediatrica in Uganda, sul Lago Vittoria, curerà i bambini di tutta l’Africa, da diversi Paesi e con diversi problemi.

Meritano un bellissimo ospedale, un luogo pieno di gioia e amore, qualcosa per ridare un po’ di speranza, un possibile futuro.  L’ospedale sarà anche il luogo ideale per una formazione qualificata di giovani medici e infermieri dall’Uganda e oltre, per contribuire alla costruzione delle competenze locali e avere un impatto a lungo termine sulla sanità di questo Paese.

Quando il mio amico Renzo ha accettato l’offerta di immaginare, progettare, realizzare questo ospedale, quando è stato profondamente coinvolto in questo progetto, io mi sono sentito felice e sollevato. L’abbiamo fatto insieme. Grazie, grazie Renzo”. (Gino Strada)