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Gattatico, Reggio Emilia. Parte dal cuore della pianura emiliana, modellata dal sudore, dalla fatica, dall’ingegno e dall’arte di uomini la riscoperta del grande lavoro di ricerca sul mutamento del paesaggio agrario italiano di Emilio Sereni.

L’11, 12 e 13 novembre l’Istituto Alcide Cervi organizza un convegno internazionale in occasione del sessantesimo anniversario della Storia del paesaggio agrario italiano, l’opera più nota di Emilio Sereni: “Il paesaggio agrario italiano. Sessant’anni di mutamenti da Emilio Sereni a oggi (1961 – 2021)”

Si riscopre anche la nobiltà d’animo d’un uomo che è stato esempio politico ineccepibile e presidente dell’Istituto Alcide Cervi, con cui condivideva lo spirito antifascista e sogno futurista dei fratelli Cervi. Emilio Sereni nella sua opera ripercorre la storia del paesaggio agrario italiano dall’epoca della colonizzazione greca ed etrusca fino al tempi nostri, condotta con stretti riferimenti alla letteratura e all’arte, un magistrale lavoro di sintesi, di elementi storici, sociologici e tecnici si integrano con l’immaginario letterario e visivo.

A sessant’anni dalla sua pubblicazione Storia del paesaggio agrario italiano (Laterza, 1961) è un libro ancora oggi molto letto e diffuso. Resta di grande attualità la sua definizione del paesaggio agrario, inteso come «la forma che l’uomo, nel corso e ai fini delle sue attività produttive agricole, coscientemente e sistematicamente imprime al paesaggio naturale». La storia di un territorio, nel suo intrinseco rapporto tra uomo e natura, è la storia del suolo modellato dal lavoro dei contadini, dalle trasformazioni fondiarie, dagli ordinamenti colturali, dagli insediamenti e dalle infrastrutture, ma anche dai rapporti di produzione, con esiti che, al di là dei risvolti meramente economici, si caricano di valenze sociali, culturali e visive.

Nato in una famiglia ebraica di intellettuali antifascisti, nel 1926 si iscrisse al Partito Comunista Italiano ed un anno dopo si laureò in agronomia a Portici, iniziando poco dopo un’opera di proselitismo nel napoletano, come nel caso di Giorgio Amendola. Nel 1930 si reca a Parigi ed entra in contatto con Palmiro Togliatti. Rientrato in Italia nel settembre dello stesso anno fu arrestato e condannato dal Tribunale Speciale a vent’anni, poi ridotti a 15 per il cumulo delle pene. Amnistiato nel 1935, espatria clandestinamente a Parigi con la moglie Xenia Silberberg, conosciuta con il nome di Marina, e la piccola figlia Lea; qui è responsabile del lavoro culturale ed è redattore capo di Stato Operaio e La voce degli italiani. Nuovamente scoperto, nel 1943 viene condannato a 18 anni per “associazione sovversiva” ma un anno dopo riesce a fuggire e si stabilisce a Milano, dove il partito gli assegna l’incarico di dirigere l’ufficio di agitazione e propaganda.

Dopo aver svolto un ruolo importante nella Resistenza come rappresentante, insieme a Luigi Longo, come componente del comitato insurrezionale costituito nell’aprile 1945, nel 1946 entra nel comitato centrale del PCI (vi resterà fino al 1975) e fu due volte ministro sotto Alcide De Gasperi: la prima come Ministro dell’assistenza postbellica; la seconda come Ministro dei lavori pubblici. Eletto senatore nel 1948 e confermato nel 1953, divenne direttore di Critica marxista e nel 1956, durante i fatti d’Ungheria, fu uno dei pochi a schierarsi apertamente con l’Unione Sovietica.

Straordinario poliglotta, conosceva il tedesco, l’inglese, il francese, il russo, il greco, il latino, l’ebraico, alcune lingue morte cuneiformi (come l’accadico, il sumero, l’ittita) e il giapponese.
Tra le sue opere ebbero particolare successo Il capitalismo nelle campagne, Il Mezzogiorno all’opposizione, La questione agraria nella rinascita nazionale italiana e La rivoluzione italiana, ma i suoi scritti sono innumerevoli: la sua bibliografia contiene 1071 scritti ed i primi risalgono al 1930. Donò tutto questo materiale all’Istituto “Alcide Cervi” di Gattatico (RE) – di cui fu un fondatore – dove è a disposizione degli studiosi.

Il Convegno potrà essere seguito online e in presenza presso l’Istituto Alcide Cervi di Gattatico, Reggio Emilia (mappa). Chi è intenzionato a seguire il Convegno in presenza è fortemente invitato a prenotarsi scrivendo a [email protected].