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È dal 2001 che l’avvocato si reca in Ghana: dopo un primo viaggio per trovare amici che vivono e lavorano nel paese da tre generazioni non ha mai smesso di interessarsene. Proprio ad Accra ha conosciuto la moglie Micaela, una ragazza italiana che viveva là con la propria famiglia.

Il console onorario Paolo BroggiEssere Console Onorario, così come previsto dalla Convenzione di Vienna del 1967, prevede compiti ben precisi: non solo di occuparsi di questioni burocratiche (come il rilascio di visti e documenti per chi voglia recarsi in Ghana), ma anche di promuovere le relazioni commerciali, economiche, culturali e scientifiche tra i due paesi, oltre che fornire assistenza e disponibilità ai numerosi cittadini ghanesi presenti nel nostro territorio e promuovere iniziative benefiche.

Le relazioni tra Italia e Ghana sono ottime da tantissimi anni, grazie anche al flusso continuo di imprenditori italiani che negli ultimi anni si recano in Ghana per fare affari. L’economia ghanese è infatti in progressiva espansione ed è una delle più promettenti dell’Africa Sub-Sahariana.

Come vede lo sviluppo del Ghana nei prossimi 5 anni e quali opportunità possono esserci per le nostre piccole e medie imprese? Quali sono i settori più sicuri e quali quelli meno sicuri?

Lo sviluppo del Ghana negli scorsi anni si è assestato su una crescita tra il 6 % e l’8 %, ritengo che nei prossimi anni – sempre grazie alla stabilità politica/economica – vi possa essere un buon trend di crescita, anche se nell’ultimo imminente periodo abbiamo assistito a delle difficoltà economico/finanziarie dovute alla svalutazione della moneta locale e al difficile e/o costoso accesso al credito. Gli organismi economici internazionali stimano che il Ghana crescerà ad una media del 7,5% l’anno nei prossimi cinque anni – nonostante le incertezze che aleggiano sui mercati internazionali – grazie alla ricchezza delle materie prime. Il Ghana dispone infatti di vaste risorse naturali che ne fanno il secondo esportatore mondiale di cacao ed il nono di oro, cui si aggiungono petrolio, gas, legname, diamanti, bauxite e manganese. Si sta verificando inoltre una crescente ed esponenziale richiesta di beni di consumo da parte della classe medio–alta, in grande espansione.

Ci sono gruppi di ghanesi particolarmente attivi in ambito culturale o imprenditoriale nelle nostre province?

Brescia dopo Vicenza e unitamente a Modena e Reggio Emilia sono le provincie con la maggior densità di ghanesi residenti. Solo nella provincia di Brescia risiedono circa 6.000 ghanesi su un totale di circa 12.300 in Lombardia e di circa 50.000 in Italia (principalmente al nord). Sono comunità integrate. Durante i miei incontri con imprenditori italiani mi capita sempre più spesso di riscontrare che cittadini ghanesi che da diversi anni sono alle dipendenze di imprenditori italiani promuovono, facilitano o comunque aiutato le imprese italiane a creare una nuova realtà imprenditoriale in Ghana, passando quindi da dipendente dell’impresa italiana a direttore della produzione piuttosto che general manager o consulente della nuova impresa costituita in Ghana. Diventando quindi persona di fiducia e riferimento per l’imprenditore italiano in Ghana. Spesso quindi, alla luce della recessione economica in atto nel nostro Paese, è lo stesso cittadino ghanese che “spinge” l’imprenditore italiano e rivolgere lo sguardo verso il nuovo orizzonte Ghana che offre numerose e nuove possibilità di investimento e di crescita.

C’è bisogno di mediatori culturali tra italiani e ghanesi?

Diciamo che il ruolo di mediatore culturale tra Paesi è sempre importante e necessario, il Consolato di fatto svolge implicitamente anche tale funzione, avendo come compito quello di dare piena assistenza ai cittadini ghanesi in Italia, trattandosi di un potere-dovere del Console di assistere e seguire i cittadini dello Stato che rappresenta nei loro rapporti con le autorità locali, con gli organi giurisdizionali eccetera.

Cosa la affascina del Ghana?

La popolazione: il Ghana lo definisco il Paese dei colori e dei sorrisi.

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