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Brescia – Con il primo sabato che segue la ricorrenza di santa Lucia, un colpo di coda del 2015 assimila, al tempo prossimo al Natale, la pubblica presentazione della favola di Gianluigi Valotti, dal titolo “Il paese senz’acqua”, per la quale la manifestazione, in calendario sabato 19 dicembre, alle ore 10.30 nell’oratorio di Paderno Franciacorta di via De Gasperi 10, ne rappresenta l’opportunità per una divulgazione dell’iniziativa editoriale che le è pertinente, nella comunità stessa, dove la sua trama appare condivisa in uno specifico capitolo della storia locale corrispondente.

Quel capitolo che attesta un’antica mancanza d’acqua e la risoluzione di tale problematica, attraverso una laboriosa e riuscita interazione con l’ambiente di una località confinante.

Se ogni ragionamento passa attraverso i sensi, quello sotteso dalla spontanea affabulazione dell’autore sembra perseguire quegli affetti famigliari e comunitari che, umanamente, ne cesellano, del libro, i sensibili aspetti costitutivi di una poliedrica ispirazione.

Nelle poco più di trentacinque pagine della pubblicazione trova posto privilegiato quella dimensione personale che, fra l’altro, riporta all’autore, sia per la dedica espressa alla figlia Aurora che per quanto, da lui stesso, è esplicitato nei chiari termini della prima considerazione mediante la quale accoglie il lettore: “Questa favola illustrata la dovevo ai ragazzi che ho seguito nella catechesi, in quarant’anni di volontariato, nella mia parrocchia di Paderno Franciacorta”.

Gianluigi Valotti
Gianluigi Valotti

Obiettivo efficacemente raggiunto attraverso la messa a punto di un’edizione dal pratico formato tascabile che è stata realizzata dalla “Compagnia della Stampa”, per la cura del prof. Gianni Quaresmini, pure autore dell’introduzione, e grazie all’opera artistica Elena Parmigiani che ha tradotto in quattordici disegni l’abilità illustrativa di un efficace mezzo espressivo, valorizzando il testo, mediante l’armoniosa sinergia didascalica di un rispettivo estro creativo.

Oltre ai loro interventi per la raggiunta risoluzione in stampa dell’opera, quelli del sindaco di Paderno Franciacorta, Silvia Gares, di don Mattia Cavazzoni, responsabile ACR per la Diocesi di Brescia a Roma e di Gianpietro Ghidini, presidente della “Fondazione Pesciolinorosso”, sono, invece, in programma, fra le considerazioni attese nell’estemporanea manifestazione di presentazione del libro.

Nella fiaba si proporziona, insieme ad una base storica, quella mediazione concessa alla fantasia, per sviluppare funzionalmente un tema fattibile di essere considerato anche attraverso le diverse componenti che ne costituiscono la sintesi complessiva, esplorata in quella reminiscente prospettiva dove indugia il vivo riflesso delle emozioni, sperimentate nell’infanzia dall’autore ed elaborate, nel tempo, attraverso quella portata valoriale che è, ora, affidata, in questo caso, ad una personale chiave narrativa.

Il tema della condivisione, dove il confronto è anche la genuina trasmissione di esperienze in una comunità che travasa il proprio passato nel corso del tempo perdurante in cui, fra l’altro, l’appartenenza identitaria alla stessa avviene secondo una progressiva dinamica culturale mutante, si lega alla preziosità fondamentale del bene primario dell’acqua, non estraneo, nell’altrove distinto di altre località, a fare tuttora riscontrare problematiche analoghe a quelle patite dalla gente di Paderno fino all’Ottocento andato, quando, tale risorsa era stata, infine, assicurata al paese, mediante una solerte opera pubblica, alla quale non era stato estraneo “l’appoggio del ministro bresciano Giuseppe Zanardelli. In quegli anni, infatti, l’acqua di una fonte, situata in territorio di Ome, fu incanalata per essere condotta “nel paese senz’acqua”. L’operazione ebbe come avvio un contratto di compravendita tra il sindaco del Comune di Paderno Franciacorta, nob. Faustino Averoldi, e il proprietario della fonte, in località “Lanas” di Ome, Bortolo Bonzoni, che ne cedeva la proprietà”: come, fra l’altro, scrive il prof. Giovanni Quaresmini, fra le pagine introduttive del libro.

Libro che incornicia un tratto saliente di storia locale, mediante una contestualizzante escursione fiabesca dell’autore, fra i tempi molto più remoti, rispetto a quelli della sua stessa infanzia che sono da lui contrassegnati dalla medesima capacità dei fanciulli di allora ed analoga a quelli della sua generazione, dello sperimentare il proprio ambiente di pari passo al porsi in compagnia insieme ai coetanei, sullo sfondo diretto del ritmo delle stagioni, nella descritta complicità di una interrelazione solidale, nella semplicità naturale di quanto il riferimento ad un retaggio rurale dava su un orizzonte di senso sostanziale, nel riverbero del focolare, sinonimo di quel consesso famigliare che si estendeva nella diffusa unità di misura sociale della dimensione esistenziale spesa in un cascinale.

L’acqua di questo “paese senz’acqua”, raggiunge, attraverso una sorta di vasi comunicanti, il rispettivo profilo istituzionale delle patrocinanti realtà, per questo libro, del Comune, della biblioteca, dell’oratorio e della parrocchia di Paderno Franciacorta, come pure dell’associazione “Amici di Raphael”, in un dialogo di consapevolezza umana e di attestazione storica anche, quest’ultima, accuratamente sottolineata da alcune riproduzioni fotografiche d’epoca che arricchiscono la pubblicazione di un ulteriore segno di sollecita e di evocativa interpretazione.

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Luca Quaresmini
Ha la passione dello scrivere che gli permette, nel rispetto dello svolgersi degli avvenimenti, di esprimere se stesso attraverso uno stile personale da cui ne emerge un corrispondente scibile interiore. Le sue costruzioni lessicali seguono percorsi che aprono orizzonti d’empito originale in sintonia con la profondità e la singolarità delle vicende narrate.

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