Cremona. È ritratto inedito dello scrittore e giornalista Gianni Brera, probabilmente il più grande giornalista sportivo che l’Italia abbia avuto, quello contenuto nel libro “Il Partigiano Gianni” che sarà presentato alla sala conferenze della società Filodrammatici venerdì 8 novembre alle 17,30.

Nell’ambito delle celebrazioni per il centenario della nascita di Gianni Brera (1919 – 2019) sono state tantissime le iniziative per ricordare il giornalista e lo scrittore nato al S. Zenone al Po in provincia di Pavia, inventore di una nuova modalità di raccontare eventi sportivi e non solo, creatore di tanti neologismi che hanno fatto epoca : Bonimba, Rombo di Tuono, Abatino, Stradivialli, ecc .

Meno noto al grande pubblico è il periodo della seconda guerra mondiale che va dal 1941 al 1945 che vide un giovane Brera impegnato in una sorta di formazione alla periferia del giornalismo sportivo italiano; la partecipazione alla guerra fino al vischioso rapporto con il fascismo repubblicano pavese; la scelta infine nel maggio 1944 della guerra partigiana: sono temi che Brera non ha mai affrontato di buon grado. Una specie di cono d’ombra che sul crinale fra “giovinezza e “maturità, risiede forse la radice ultima delle sue contraddizioni mai composte.

Queste osservazioni denunciano luci ed ombre di un percorso verso la Resistenza, che non fu dei più rettilinei, ma piuttosto frutto di una zigzagare molto pericoloso che per certi versi può apparire ambiguo. Possiamo ricondurre il tutto nello sfaldamento del regime fascista e delle istituzioni monarchiche di cui Brera era stato ufficiale di complemento in fanteria e successivamente paracadutista, sbandato ed interdetto di fronte al clamoroso ribaltone delle alleanze politico-militari avvento l’8 Settembre 1943.

In questi drammatici frangenti, era richiesta una radicale ed esistenziale scelta di campo, o di qua o di là, fra una cieca fedeltà al regime mussoliniano riciclatosi nella R S I, succube delle truppe di occupazione naziste, oppure il rischiosissimo ingresso nella Resistenza. E qui Brera mostrò più di una incertezza, durata fino al Giugno del 1944, quando rientrato da un autoesilio in Svizzera, si aggregò ai partigiani dell’Ossola, non senza problemi e momenti drammatici dovuti ai suoi trascorsi collaborazionisti con il regime fascista.

Tutto questo è raccontato con rigore e onestà intellettuale in un libro-ricerca di Sergio Giuntini, noto studioso di storia dello sport , dal titolo significativo: ” Il Partigiano Gianni”, promotrice dell’evento con l’ANPI Provinciale. Introdurrà il tema e l’autore Pierluigi Torresani , esperto di cultura sportiva e processi formativi presso l’Università Cattolica di Milano.

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