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Il passato ritorna.
Sempre.

E capita che vai in Argentina, dove hai vissuto quasi due anni, e hai la sensazione che nulla ci sia più da scoprire, che anche le crepe degli edifici abbiano l’impronta delle tue unghie come se tornassi nella casa dove sei cresciuta. E invece riscopri il passato. Ma non il tuo, quello che per te è ancora il tuo passato-presente, quello che ti sei costruita tu e che ricerchi ogni volta. Ritrovi un passato che non sapevi di avere.

Un giorno, per lavoro, ti trovi faccia a faccia con il governatore di una ricca provincia argentina, un uomo distinto che potrebbe essere tuo padre. Nel presentarti lui sbandiera con orgoglio le sue origini italiane, addirittura lombarde. Niente di nuovo per te, che hai vissuto la stessa scena mille volte con quasi ogni tassista della capitale. Se non per quel cognome che ti fruga nella memoria. E ti si ripresenta come un monito sulla cappella del cimitero ogni volta che vai a fare visita ad alcuni dei tuoi nonni più cari. Quasi a ricordarti le tue radici.

E scopri che quel signore distinto aveva un nonno italiano che nel 1906 partì per la campagna del mais da Commessaggio, provincia di Mantova, luogo d’origine della tua trisavola, che portava il suo stesso cognome. E hai la conferma, ancora una volta, che il mondo sia un posto troppo piccolo per potersi sentire soli e capisci che, da qualche parte, in qualche certificato di nascita o di morte, c’è la prova tangibile di quel legame fino ad ora solo sentimentale che da sempre ti unisce con l’America Latina. Che qualcuno prima di te, aveva sentito lo stesso richiamo, e forse non era la fame che lo spingeva ad imbarcarsi visto che la tua trisavola era il ramo benestante della famiglia. Ed il tavolo di noce dove pranzi la domenica con i tuoi è frutto di quella eredità e del bene che la tua bisnonna, sua nuora, fece a lei e a sua sorella.

Scopri con rinnovato entusiasmo che l’Argentina è sempre uguale e sempre diversa, immobile e fluttuante allo stesso tempo. Il progetto di costituire le future casse di credito cooperativo sembra vittima di un incantesimo, ma nel frattempo il Banco Central de la República Argentina è tornato ad autorizzare l’operatività di nuove istituzioni finanziarie dopo sette anni in cui non faceva più nascere nessuna banca.

A settembre, quindi, aprirà Banco Bica, molto probabilmente a ruota verranno autorizzate a diventare banche altre due cooperative, Sudecor e Coinag, e si vocifera che le autorizzazioni successive saranno quelle delle casse di credito cooperativo. Sono già sei i progetti sul tavolo del Bcra ad avere superato a pieni voti la fase di valutazione tecnica. Manca solo una firma. Politica.

Il fermento legato al movimento di rinascita delle casse non è per niente scemato. Durante la missione della delegazione del Ciacc altri due comitati promotori presentano richiesta di autorizzazione alla Banca Centrale. Una di queste è della Mutual de Socorro Mutuo di Devoto.


Il passato ritorna.

Sempre.

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Elisabetta Berto
Mantovana d'origine, cittadina del mondo per necessitá. Dopo gli studi a Milano intraprende un personale percorso di approfondimento della finanza per lo sviluppo che la porta prima in Kosovo, poi in Ecuador e, infine, in Argentina. Lí ritrova se stessa. Adora i tortelli di zucca, non può fare a meno del canto e dello spagnolo. Calvino il primo amore, Borges un compagno per la vita. Colore preferito: rouge d'Armani 400.

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