Cremona. “Siete invitati a venire a veder girare la Terra!” furono le parole di Léon Foucault che nel 1851 appese una sfera metallica di 28 kg con un filo d’acciaio di 67 metri alla cupola del Pantheon di Parigi, la punta della sfera lasciava il segno del movimento sullo strato di sabbia sparso sul pavimento.

Léon Foucault se n’è andato da tempo ma a Cremona, dopo il successo della prima edizione nel 2008,  il Liceo Scientifico Aselli e il Gruppo Astrofili Cremonesi  ripropongono l’esperimento nel cattedrale che Lèon Foucault eseguì nel 1851 al Panteon di Parigi per dimostrare la rotazione della Terra.pendolo

L’appuntamento è per sabato 21 marzo dalle 15 alle 16 in duomo, l’esperimento è dedicato alla memoria del  prof. Emilio Baietti, già  insegnante al liceo Aselli e presidente del Gruppo Astrofili Cremonesi.
E’ la visione della terra che ruota. Ben pochi esperimenti scientifici conseguirono così grande fama e spettacolarità. Come è noto, l’esperimento sfrutta l’inerzia del piano di oscillazione di un pendolo semplice per rivelare la rotazione della terra. Le cattedrali con i loro alti soffitti e la loro atmosfera di raccoglimento sono sempre stati luoghi perfetti per allestire questa esperienza.

Dopo il suo esperimento Foucault scrisse: “il fenomeno si svolge con calma: è inevitabile, irresistibile. Vedendolo nascere e crescere, ci rendiamo conto che non è in potere dello sperimentatore accelerarlo o ritardarlo, chiunque si trova in sua presenza è indotto a riflettere e a tacere, e in generale ne ricava un senso forte e intenso della nostra incessante mobilità nello spazio.  Il Pendolo non produce sfavillii, rumori sordi o meccanici, si muove con solenne maestà, sembra interagire con nulla e pare ignorarci del tutto”.pendolo_07

Così dal 1851, i pendoli di Foucault proliferarono in tutto il mondo. Oxford, Dublino, New York, Rio de Janeiro, Ceylon; si trova in numerosi musei scientifici, maestoso quello nel Palazzo delle Nazioni Unite, famoso quello di un generale cinese che lo fece installare a Pechino, perché ancora alla fine dell’ottocento molti cinesi erano ancora convinti che la Terra fosse immobile.

In Italia esperimenti furono realizzati a Roma, subito nel 1851 dal gesuita padre Secchi nella chiesa di S. Ignazio, a Firenze, nel Duomo di Santa Maria del Fiore per la prima volta nel 1866 dai Padri Filippo e Giovanni dell’osservatorio Ximeniano, nel 2000 con il commento di Umberto Eco, autore del famoso romanzo “Il Pendolo di Foucault”. Migliaia di persone hanno gremito questi luoghi per vedere “girare la Terra”.Pendolo di Foucault

Le forze che agiscono sono l’energia potenziale della gravità e l’inerzia che si trasformano in energia cinetica e nuovamente in potenziale, fino a quando gli attriti non smorzeranno le oscillazioni. Alla sommità il filo di sostegno è libero di ruotare, ma nessuna forza lo fa ruotare, oscilla semplicemente sul suo piano. Secondo le leggi della meccanica, un corpo mantiene il suo stato di quiete o di moto, se non intervengono forze che lo modificano. 

Il Pendolo di Foucault costituisce un oggetto esteticamente elegante e affascinante perché dotato di quel movimento di cui i nostri sensi non s’avvedono, anzi si ingannano. I pendoli di Foucault sono degli strumenti che forniscono una prova fisica della rotazione del pianeta Terra attorno al proprio asse, attraverso l’apparente rotazione del piano di oscillazione.

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.