Stanno nascendo come funghi.

Le cooperative di risparmio e credito frutto dei gruppi strategici di sviluppo del Foncodes, il Fondo di Cooperazione per lo Sviluppo Locale del Perù, stanno trasformando il loro status di programma di microfinanza in una vera e propria istituzione formale e regolata con un effetto domino in accelerazione.

Dopo la coopac La Progresiva di Tarapoto, regione di San Martín, anche i Red Rural dell’altipiano di Puno hanno portato a termine la trasformazione in coopac Red Rural Cojata, coopac Cabanillas Mañazo e coopac Virgen de la Candelaria, mentre nel nord della provincia di Lima è nata la coopac Sol Naciente. Ma non è tutto. Altri quattro Red Rurales sono in via di trasformazione: il Red Santo Tomás de Cuzco ha fondato la coopac Qorilaso, ‘laccio d’oro’, in allusione al vestiario tipico degli allevatori degli altipiani andini; il Red Macusani ha costituito la coopac Wiñay Macusani, ne ha ottenuto la registrazione nei registri pubblici e sta aspettando che la Fenacrep le conceda l’autorizzazione ad iniziare la sua operatività. Infine, il Red Inkawasi ha dato il via alla coopac Valle de la Leche, mentre il Red Sonche-Utcubamba ha fondato la coopac Agrofinca.

Ma il progetto “Promozione di servizi finanziari cooperativi in aree rurali del Perù” non si è limitato a far salire a sei le cooperative nate, se si considera anche Credicoop Surandino, costituita a novembre 2009. I due anni di lavoro sono anche stati utili per approfondire una relazione di mutuo scambio con alcune controparti già conosciute: ad esempio, con la cooperativa Los Andes Cotarusi Cassa Padana ha potuto instaurare una relazione più profonda, condividendo la metodologia per la stesura del primo bilancio di coerenza. Los Andes Cotarusi, molto cosciente della funzione sociale che permea la vita di una cooperativa di risparmio e credito, ha presentato questo lavoro ai soci nella sua decima assemblea annuale di febbraio 2011. Il primo lavoro di questo tipo richiede ancora alcuni aggiustamenti, ma la coopac si è impegnata a dare continuità al lavoro e sta creando una struttura dedicata al monitoraggio e alla fornitura di servizi non finanziari in tutta la sua rete di uffici.

Oltre a ciò, i due anni del progetto sono stati momento propizio per mettere in comune buone pratiche di finanza rurale, attraverso scambi di esperienze fra le coopac. Ne sono emersi orientamenti generali e anche insegnamenti più specifici della finanza applicata al mondo rurale. Innanzitutto, principio sacro della cooperazione di credito è la centralità della persona. Questo si declina nel sapere sviluppare una coscienza cooperativa tra i soci e chi opera nell’istituzione, oltre che ad accompagnare i servizi finanziari con la fornitura di servizi non finanziari, sempre orientati alla crescita della persona come socio e come imprenditore. Il tutto, condito da un approccio trasparente, che permetta di generare fiducia nell’istituzione, e da una generale capacità di valutazione del cliente, perché non esistono clienti cattivi, esistono istituzioni finanziarie che non ne sanno valutare le possibilità di restituire un credito.

Grande intuizione della finanza applicata al contesto rurale è poi l’aver capito che i campesinos sono soggetti di credito a tutti gli effetti, perché svolgono attività redditizie che gli consentono di risparmiare e soprattutto sviluppano una cultura del risparmio perché sono persone molto responsabili. Quindi, ciò che conta non è risparmiare grandi quantitativi di denaro, ma saper risparmiare. Bandita dalle buone pratiche di finanza rurale è perciò la beneficienza. Infine, altro segreto del successo della cooperazione di credito in ambito agricolo è il saper rimanere nel contesto locale e non abbandonarne il processo di sviluppo: a prodotti finanziari ritagliati sulle esigenze dei campesinos si devono accompagnare anche cooperatori che ne parlino la lingua e che conoscano il territorio, oltre a persone sensibili al tema ecologico, perché dalla terra e dall’acqua e dalla capacità di proteggerle dall’inquinamento dipende il futuro dell’agricoltura e degli stessi campesinos.