San Pietro in Cerro, Piacenza. Nella splendida cornice del maniero di San Pietro in Cerro, sessanta pittori ricordano il Piccolo Principe, il poetico viaggiatore che, lasciato il suo asteroide, è venuto sulla Terra a spiegare che “l’essenziale è invisibile agli occhi”. Una mostra collettiva visitabile sinsan pietro in cerroo al 15 maggio.

Domenica 8 maggio c’è un incontro, anzi una conversazione alle 17 con Daniele Novara del Centro PsicoPedagogico per la Pace di Piacenza, sul significato della favola che secondo Saint-Exupéry è un libro per bambini che si rivolge agli adulti. I vari piani di lettura possibili rendono il libro piacevole per tutti e offrono temi di riflessione alle persone di qualsiasi età.

Nella mostra collettiva ciascun artista ha eseguito due opere che hanno fatto parte di mostre importanti da New York a Milano, da Lione a Trento, da Roma a Parigi e tante altre città: una parte di queste opere è conservata a Lione, città natale, mentre quelle che saranno esposte sono di proprietà del MIM- Museum in Motion, a cui in molte occasioni sono state chieste in prestito per eventi e ricorrenze.

Al castello di San Pietro in Cerro le opere degli artisti contemporanei si sono riunite per un elogio artistico dedicata al libro di Antoine de Saint-Exuperypiccolo principe

“Mi disegni una pecora?” Chiedeva il Piccolo Principe ad Antoine mettendolo in imbarazzo, non poco. Saper vedere e rappresentare non è cosa facile ma, visto che gli artisti ne sono oltremodo esperti, abbiamo ripetuto la domanda a sessanta amici che di questa attitudine hanno fatto professione”

L’inaugurazione sarà domenica 8 maggio alle ore 16, con Daniele Novara che, nel salone d’onore del Castello di San Pietro terrà una conversazione su quel piccolo e straordinario libro che è Il Piccolo Principe.

Quel libro è passato nell’infanzia di tutti, una delle favolo più lette e amate. Nella favola il personaggio del pilota (che altri non è che l’autore stesso Antoine de Saint-Exupery) è costretto ad un atterraggio di fortuna in pieno deserto del Sahara. Mentre cerca di riparare l’aereo, arriva un bambino, il Piccolo Principe,  che gli chiede di disegnare una pecora. Il pilota viene così a sapere che il «Piccolo Principe» viene dall’asteroide B 612 dove si trovano tre vulcani e una rosa.

Prima di arrivare sulla Terra ha visitato altri pianeti e incontrato strani personaggi: un re, un vanitoso, un ubriacone, un lampionaio (il cui lavoro appunto è di accendere i lampioni), un geografo… Sulla Terra, ha già parlato con una volpe che gli insegnato che per conoscere si deve «addomesticare», il che rende le cose e le persone uniche. Sostiene poi che «L’essenziale non è visibile agli occhi».piccolo principe 1

Per ritrovare la sua rosa, il Piccolo Principe torna sul suo asteroide, ma prima di partire viene morso da un serpente velenoso. Il suo mondo è troppo lontano, per questo deve abbandonare la sua «corteccia». Il pilota, che è finalmente riuscito a riparare l’aereo, parte anche lui lasciando dietro di sé il deserto, non prima di aver espresso il desiderio di imbattersi nuovamente nel Piccolo Principe e chiedendo ai lettori di avvisarlo se lo incontriamo.

Daniele Novara, pedagogista, consulente e formatore, nato nel 1957, vive a Piacenza dove nel 1989 ha fondato il Centro Psicopedagogico per la Pace e la gestione dei conflitti, istituto orientato alla formazione e ai processi di apprendimento nelle situazioni di conflittualità. Dal 2002 dirige la rivista Conflitti. Rivista italiana di ricerca e formazione psicopedagogica. Ha ideato una nuova modalità di aiuto nella gestione dei conflitti: il Colloquio Maieutico ed ha ideato la Conversazione Maieutica uno strumento educativo per l’adolescenza. È autore di numerosi libri e pubblicazioni.

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.